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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 22/11/2012  -  stampato il 09/12/2016


La Polizia penitenziaria resta a secco e gli agenti devono pagare il pieno

Che la crisi colpisca duramente anche l'universo carcerario - detenuti e agenti - è un dato di fatto, ma che gli stessi agenti debbano pagare anche il carburante per il trasferimento dei detenuti è il segno che il collasso è vicino.

La vicenda è avvenuta una decina di giorni fa. Un mezzo della Polizia Penitenziaria doveva trasferire un detenuto a Bologna. Nel viaggio di ritorno, a Reggio Emilia, si accende la spia rossa della riserva. Gli agenti escono per trovare un distributore convenzionato per i rifornimenti che accetti la tessera della compagnia petrolifera in dotazione alla penitenziaria, grazie a un accordo tra il ministero della Giustizia e la compagnia. Una compagnia che non ha molti distributori e che quindi costringe i mezzi molto spesso a uscire dall'autostrada per cercare la stazione di servizio.

Comunque, i poliziotti trovano non una ma diverse stazioni di servizio. E qui comincia un'odissea che definire kafkiana è un eufemismo.

Un gestore dice che non può accettare la tessera perché la compagnia sta cambiando nome, mentre agli "automatici" la card viene rifiutata. Con il serio rischio di restare a piedi, gli agenti trovano un'altra stazione di servizio della stessa marca. Dicono al gestore di essere ormai agli sgoccioli e chiedono di poter fare rifornimento. I poliziotti avrebbero rilasciato una ricevuto e il gestore sarebbe stato pagato dall'istituto penitenziario di Piacenza. Pronta la risposta del benzinaio che dà un quadro della situazione in cui naviga il Paese, anche nel delicato settore della sicurezza: "Il ministero mi rimborsa il pagamento con una card dopo sei mesi, con questa ricevuta a mano i soldi li rivedrò fra qualche anno". Alla faccia di decreti "salvaItalia", "ripresa in arrivo", "luci in fondo al tunnel".

fonte:il piacenza