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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/12/2012  -  stampato il 06/12/2016


Cappellano di San Vittore ammette i primi abusi sessuali sui detenuti

Si fa sempre più difficile la posizione di Don Alberto Barin, il cappellano del carcere di San Vittore rinchiuso a Bollate già da qualche giorno, che ha confessato gli abusi commessi nei confronti di alcuni detenuti, ma nel frattempo sono aumentate anche le denunce nei suoi confronti.

Cresce sempre di più lo sconcerto nei confronti di Don Alberto Barin, il sacerdote che per diversi anni è stato il cappellano nel carcere di San Vittore dove però non svolgeva solo il compito di confidente e di persona in grado di aiutare i detenuti nel loro percorso di recupero psicologico, ma ormai sempre più spesso negli ultimi anni arrivava a commettere abusi nei confronti di alcuni di loro.

La posizione del sacerdote era comunque già di per sé difficile visto che dopo i primi allarmi lanciati da alcuni detenuti le forze dell’ordine avevano deciso di posizionare all’interno del suo ufficio alcune telecamere e questo è bastato a confermare una situazione davvero sconcertante che andava avanti ormai da quattro anni in cui il prete cercava di approfittare della sua posizione per mettere in atto le molestie promettendo in cambio beni materiali come dentifrici e sigarette o addirittura sostenendo che avrebbe messo una buona parola per rendere meno pesante la detenzione.

Per la prima volta, però, nel corso dell’interrogatorio è arrivata anche l’ammissione del religioso, anche se ora da verificare saranno anche altre denunce che nel frattempo sono arrivate, tutte da parte di ragazzi giovanissimi che sembra abbiano trovato il coraggio di manifestare apertamente quanto stavano subendo dopo che lo scandalo è venuto alla luce.

Secondo quanto emerso sembra che anche nel periodo successivo alla detenzione Don Barin avesse invitato alcuni dei ragazzi ad andare in montagna con lui o a raggiungerlo a casa sua e gli avrebbe poi spedito alcune cartoline da Lourdes in segno di ringraziamento.

Sembra però a questo punto davvero difficile per Don Alberto, ora che è arrivata anche la confessione, riuscire a sfuggire da una condanna grave, proprio perché il quadro delineato dal gip dopo l’interrogatorio sembra essere ancora più drastico: “L’indagato, nell’arco dei pochi mesi in cui è stato sottoposto ad indagine, ha collezionato una serie impressionante di approcci a sfondo sessuale ed è apparso, francamente, in preda ad un totale sbandamento morale e umano, incapace di reagire ai suoi istinti, dimentico dei doveri della sua vocazione e letteralmente in preda ad una totale incapacità di contenersi ben sapendo, oltretutto, che sarebbe incappato prima o poi in una denuncia, visto che le persone con cui entrava in contatto erano sostanzialmente degli estranei, conosciuti da pochissimo tempo”.

Il Giorno