www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/12/2012  -  stampato il 09/12/2016


Detenuto sieropositivo aggredisce agenti e provoca diverse lesioni a rischio contagio

''Ancora tensione nel carcere lombardo di Busto Arsizio'', dove nel pomeriggio di ieri un detenuto italiano sieropositivo di 46 anni ''ha aggredito diversi poliziotti penitenziari, ferendoli con graffi tanto da creare preoccupazione per un eventuale rischio contagio''.

E' quanto denuncia il Sappe, sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, sottolineando come questo episodio sia ''l'ennesimo sintomo di criticita' del penitenziario lombardo''. "E' la ciliegina sulla torta di una situazione ben oltre il limite della tolleranza", afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe. ''Il detenuto -ricostruisce- durante un cambio di cella, ha subito assunto un atteggiamento aggressivo e maleducato nei confronti dei poliziotti, dando in escandescenza. I nostri agenti sono stati colpiti con estrema violenza e contro di loro il detenuto ha sferrato calci, pugni e graffi, tali da disporre l'invio del personale al Pronto soccorso cittadino''.

''Gli agenti di Polizia Penitenziaria -prosegue il leader dei baschi azzurri del Sappe- sono ora comprensibilmente preoccupati per la loro salute e sono stati immediatamente sottoposti alla profilassi sanitaria prevista per i possibili contagi infettivi. Tutto questo non e' accettabile e tollerabile''.

Per il Sappe ''bisogna contrastare con fermezza questa ingiustificata violenza in danno dei rappresentati dello Stato in carcere e punire con pene esemplari, anche sotto il profilo disciplinare, i detenuti che la commettono per evitare sul nascere pericolosi effetti emulativi. Pensiamo ad esempio ad un maggiore ricorso all'isolamento giudiziario fino a fine pena con esclusione delle attivita' in comune ai detenuti che aggrediscono gli agenti''.

''Queste frequenti e violente aggressioni -fa notare ancora Capece- mettono drammaticamente in evidenza le gravi condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari. I nostri Agenti lavorano sistematicamente sotto scorta per le gravissime carenze di personale e devono fare fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti, aggravati da una popolazione detenuta sempre piu' spesso aggressiva, ogni giorno in crescita esponenziale. Ma cosi' non si puo' piu' andare avanti -conclude il Sappe- servono tutele e garanzie''.

Adnkronos