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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/12/2012  -  stampato il 04/12/2016


Evasione dal carcere di Avellino: 4 detenuti pericolosi evadono attraverso buco e corde.

''Quattro detenuti lavoranti sono evasi'' dal carcere di Avellino ''procurando un buco nel muro ed avvalendosi di lenzuola con le quali avrebbero scavalcato il muro di cinta'' Ne da' notizia il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), sottolineando che la notizia ''e' indubbiamente motivo di preoccupazione''.

Erano rinchiusi in una sezione del carcere “Giovani adulti”, tutti a quanto pare con condanne gravi. Sembra che il fine pena più breve dei quattro era al 2028. Gli evasi avrebbero procurato un foro di uscita dal bagno della cella rimuovendo un intero blocco di mattoncini e poi si sarebbero calati con un lenzuolo annodato. Raggiunto il muro di cinta, avrebbero posizionato un contenitore dell’immondizia sul quale hanno posato alcune pedane a mo’ di scala.

Uno dei quattro sarebbe stato già catturato dai carabinieri nel potentino, fermato a quanto sembra a bordo di un’auto rubata. Gli altri tre sono ancora in fuga. La Polizia Penitenziaria sta effettuando una vasta battuta a cacciadei tre evasi tra Campania e Basilicata.

''L'interesse primario ora e' partecipare attivamente alle ricerche in collaborazione con le altre Forze di Polizia per catturare i fuggitivi, ma questo episodio conferma ancora una volta le criticita' del sistema carcere'', dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. "Da tempo immemore'' il Sappe sostiene l'esigenza ''di definire i circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravita' dei reati commessi, con particolare riferimento al bisogno di destinare, a soggetti di scarsa pericolosita', specifici circuiti di custodia attenuata e potenziando il ricorso alle misure alternative alla detenzione per la punibilita' dei fatti che non manifestano pericolosita' sociale.

Oggi ci sono in carcere 67mila detenuti a fronte di una circa 42mila posti letto, il numero piu' alto mai registrato nella storia dell'Italia. Bisognerebbe dunque percorrere la strada dei circuiti penitenziari differenziati: ma altrettanto necessaria e' una concreta riforma del sistema penale - sostanziale e processuale - che renda piu' veloci i tempi della giustizia''.