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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 16/12/2012  -  stampato il 10/12/2016


Tentativo di evasione dal carcere Malaspina: Polizia si accorge delle sbarre giÓ segate

La voglia di riconquistare la libertà, evadendo dal primo piano del carcere “Malaspina”, è rimasta solo un’intenzione. Avevano già segato le sbarre della cella condivisa, fissandole provvisoriamente con un po’ di stucco al muro, in attesa di sganciarle e provare a svignarsela a notte fonda dal braccio comune dei detenuti. Piano neutralizzato in tempo da un Ispettore della Polizia Penitenziaria, che mercoledì pomeriggio s’è accorto dell’anomalia prima che un giovane di Gela e un detenuto ennese - accusati di reati comuni - provassero a mettere piede fuori dalla casa circondariale di via Messina.

Sono stati entrambi denunciati alla Procura per tentata evasione e, inoltre, trasferiti in regime di isolamento. Un provvedimento disciplinare obbligatorio, disposto dalla direzione. “S’è trattato di un tentativo serio di evasione - ha commentato il direttore del “Malaspina”, Angelo Belfiore - che con grande responsabilità e tempismo è stato sventato dal nostro personale.

Mi piace lodare questo intervento”. Chissà quanta strada avrebbero fatto, i due compagni di cella. Perché prima di raggiungere la strada, il gelese e l’ennese dovevano oltrepassare la barriera di intercinta, scavalcare il muro di cinta e passare inosservati alle telecamere di vigilanza. Sono stati gli strani movimenti in cella dei due carcerati ad insospettire l’agente di Polizia Penitenziaria, impegnato nel routinario giro di ispezione nel livello al primo piano in cui si trovano i detenuti comuni. A quel punto è scattata la perquisizione degli Agenti Penitenziari, i quali hanno consentito di scoprire che le sbarre erano state segate e poi appoggiate con lo stucco per evitare che qualcuno si accorgesse della manomissione.

La Sicilia