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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/01/2013  -  stampato il 10/12/2016


Tenta di consegnare hashish durante il colloquio in carcere: colto in flagranza dalla Polizia Penitenziaria

Durante il colloquio nel carcere di Pisa, il famigliare di un detenuto ha tentato di consegnargli dell'hashish, ma e' stato colto in flagranza dagli agenti e denunciato. Lo rende noto Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Sappe.

"Nelle carceri italiane - ricorda Capece - il 25% circa dei detenuti e' tossicodipendente. Se per un verso e' opportuno agire sul piano del recupero sociale, e' altrettanto necessario disporre di adeguate risorse per far fronte alla possibilita' che all'interno del carcere entri la droga. Alcuni recenti fatti di cronaca, come avvenuto sabato nel carcere di Pisa, hanno dimostrato e dimostrano che e' sempre piu' frequente il tentativo, anche da parte dei detenuti appena arrestati o di familiari e amici di ristretti ammessi a colloquio, di introdurre sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari".

"Spesso, come a Pisa, la professionalita' della Polizia Penitenziaria consente di individuare i responsabili e di denunciarli all'autorita' giudiziaria, ma cio' non e' sufficiente - avverte il segretario del Sappe -. Noi riteniamo si possa e si debba fare un ulteriore sforzo per contrastare con forza queste possibilita'. Il nostro Contratto di Lavoro del 1995 prevede, tra le specializzazioni del Corpo di Polizia Penitenziaria, i conduttori di unita' cinofile; tale servizio e' gia' attivo in molte regioni d'Italia ma non in Toscana, nonostante le nostre reiterate sollecitazioni. Torneremo dunque a sollecitare al Provveditore della Toscana affinche' si attivi urgentemente presso il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria al fine di avviare l'iter per l'istituzione di un irrinunciabile distaccamento di unita' cinofile del Corpo anche nella nostra Regione".

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