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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 23/01/2013  -  stampato il 10/12/2016


Sappe: "Giovanni Tamburino e Luigi Pagano incapaci di risolvere i problemi del carcere"

"L'Amministrazione Penitenziaria guidata da Giovanni Tamburino e Luigi Pagano e' incapace di risolvere i problemi, e per questo centinaia di aderenti al primo Sindacato della Polizia Penitenziaria stanno manifestando davanti alla sede del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria".

Lo scrive in una nota il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) Donato Capece. "La Polizia penitenziaria - aggiunge Capece - ha settemila agenti in meno; i Baschi Azzurri non fanno formazione ed aggiornamento professionale perche' l'amministrazione evidentemente ha altro a cui pensare. Ci sono poi le conseguenze di quell'effetto 'burn out' dei poliziotti, determinato dall'invivibilita' di lavorare in sezioni detentive sistematicamente caratterizzate da eventi critici - suicidi, tentati suicidi, aggressioni, risse, atti di autolesionismo, colluttazioni. Il Dap su tutto questo non ha fatto niente", denuncia Capece. "Per questo stiamo manifestando: per chiedere l'allontanamento del Capo Dipartimento Tamburino e del Vice Capo Pagano, primi responsabili di tutto cio'.

E continueremo a farlo fino a quando non saranno avvicendati alla guida del Dap - prosegue il segretario SAPPE - nonostante la pioggia battente sulla Capitale, sono tantissimi i poliziotti che stanno arrivando a manifestare a Roma. Per la quarta volta in un anno il SAPPE manifesta contro una amministrazione penitenziaria distante dalla realta' e dai suoi poliziotti, che pensa che con le chiacchiere e comunicati stampa puo' nascondere il disastro di un dipartimento al collasso".

"Mi chiedo quando avranno il tempo di pensare ai poliziotti che non hanno percepito in busta paga le indennita' accessorie dal 2011, gli assegni di funzione e gli avanzamenti di grado - continua Capece - agli idonei al concorso per vice ispettore bandito dieci anni fa e non ancora partiti per il corso, agli idonei dei concorsi per agenti che non hanno alcuna notizia sul loro futuro, ai poliziotti con figli e parenti disabili che non vengono trasferiti per assisterli e ai sovrintendenti ed ispettori che attendono il trasferimento da anni, alle poliziotte ed ai poliziotti vittime di una tensione detentiva nelle sovraffollate celle italiane fatta di risse, aggressioni, suicidi e tentativi suicidi, rivolte ed evasioni che genera condizioni di lavoro dure, difficili e stressanti per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria".

"Nonostante le chiacchiere di Tamburino e Pagano, la vigilanza dinamica dei penitenziari voluta dall'Amministrazione Penitenziaria per alleggerire l'emergenza carceraria e' una resa dello Stato alla criminalita' - attacca - Pensare a un regime penitenziario aperto, a sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilita' favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria, relegata ad un servizio di vigilanza dinamica che vuol dire porre in capo ad un solo poliziotto quello che oggi lo fanno quattro o piu' Agenti, a tutto discapito della sicurezza e mantenendo il reato penale della colpa del custode', ebbene tutto questo e' fumo negli occhi", conclude Capece.

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