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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/01/2013  -  stampato il 05/12/2016


Fabrizio Corona non sa quel che dice, Polizia Penitenziaria lavora con professionalitÓ e umanitÓ

"Sulle carceri italiane Fabrizio Corona non sa quel che dice. Mi auguro che venga presto estradato in Italia a scontare la pena per la quale è stato condannato: si renderà così conto dell`alto livello di civiltà delle nostre carceri, nonostante l`endemico sovraffollamento, e dell`alta professionalità dei poliziotti penitenziari e di tutti gli operatori.

Peraltro, potrebbe chiedere lumi al suo mentore Lele Mora, che ha scritto un libro proprio sugli angeli custodi della Polizia penitenziaria...". Lo dice in una nota Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo della Polizia penitenziaria (Sappe). Per Capece "la questione penitenziaria è cosa seria ed importante, non materiale da gossip. E` importante per il Paese conoscere il lavoro svolto dai poliziotti penitenziari, è importante che la società riconosca e sostenga l'attività risocializzante della Polizia penitenziaria e ne comprenda i sacrifici sostenuti per svolgere tale attività, garantendo al contempo la sicurezza all'interno e all'esterno degli istituti".

"Il nostro Corpo è costituito da persone che nonostante l`insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d`identità e d`orgoglio. Persone che lavorano ogni giorno, nel silenzio e tra mille difficoltà ma con professionalità, umanità, competenza e passione nel dramma delle sezioni detentive italiane. Altro che le fantasie di Corona", conclude il segretario del Sappe.

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