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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/01/2013  -  stampato il 11/12/2016


Il Ministro non puņ tagliare il nastro: niente inaugurazione del "nuovo" carcere dell'Arghillą

Niente Ministro niente inaugurazione. Salta così per la terza volta l’annunciata cerimonia di apertura del carcere di Arghillà, che a questo punto rischia di diventare davvero una barzelletta dal finale amaro. In anteprima, una settimana fa, vi avevamo annunciato la presenza del guardasigilli Severino a Reggio Calabria, come da agenda dello stesso Ministro, per aprire i cancelli della megastruttura carceraria di Arghillà. Una cerimonia che avrebbe dovuto sancire il passaggio di consegne delle struttura dal Provveditorato delle opere pubbliche all’Amministrazione Penitenziaria.

Un passaggio formale ma necessario per rendere definitivamente attiva la casa circondariale della zona nord di Reggio. Una visita annunciata mesi addietro dallo stesso ministro della Giustizia; una data che eravamo riusciti a darvi in anteprima spulciando tra le impervie questioni burocratiche del mondo penitenziario. Lunedì 28 gennaio, invece, rischia di diventare l’ennesima data di beffa, per una vicenda che di tappe assurde ne ha passate a bizzeffe nell’arco degli ultimi 14 anni.

Ricordiamolo, è dal settembre del 1998 che il carcere di Arghillà aspetta di essere reso operativo. E sbaglia chi pensa “che sia un problema burocratico – tuonano oggi stesso i vertici del Sappe, il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria – si tratta semplicemente di un problema politico”. C’è profonda delusione e scoramento per questa vicenda assurda. “E pensare che fra 60 giorni esatti la struttura sarà ultimata e pronta a ricevere i 341 detenuti previsti – denuncia un amareggiato Massimo Musarella, segretario provinciale del Sappe, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione. “I padiglioni sono completati, mancano solo le rifiniture ed i definitivi collaudi – ci confessa il sovrintendente reggino della Polizia Penitenziaria – le imprese stanno lavorando da giorni e lo hanno fatto anche ieri in previsione della presenza del Ministro”.

Ma Paola Severino, che ieri era a Torino per inaugurare l’anno giudiziario, a Reggio non verrà. Non è dato sapere il perché. Forse per impegni istituzionali, forse l’impegno sull’agenda non è stato mai scritto, forse ha preferito evitare di scontrarsi con la grande manifestazione di protesta prevista dal comitato “Salviamo il Carcere di Laureana di Borrello” per la sua riapertura. Già pronti 4 pullman di manifestanti in partenza dalla Piana, ieri sera disdetti saputa la notizia. I dimostranti, tuttavia, sono stati invitati a partecipare ad un prossimo sit-in che si dovrebbe tenere davanti alla sede del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Catanzaro. E non è escluso – fa sapere il Comitato di Laureana - che da Catanzaro il corteo si sposti a Roma davanti al Ministero della Giustizia.

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