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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/02/2013  -  stampato il 09/12/2016


Sappe: Mancata attivazione banca dati DNA simbolo fallimento Amministrazione Penitenziaria

“Apprezzo lo sforzo del “comunicatore del DAP”, il Vice Capo Dipartimento Luigi Pagano, che si è premurato di scrivere un comunicato per rassicurare tutti sulla funzionalità dell’attivazione della Banda dati DNA – che dovrebbe esistere già da 3 anni, da quando cioè il Parlamento l' ha istituita nel giugno 2009 in attuazione di un trattato europeo addirittura del 2005 - ma la realtà che peraltro ci conferma lo stesso Pagano è che i concorsi per i ruoli tecnici della Polizia Penitenziaria non sono stati fatti (e c’è persino chi vorrebbe escludere i poliziotti per favorire gli impiegati civili dell’Amministrazione...), la banca dati non è attiva e il DAP, per sua stessa ammissione, si è rivolto a Polizia di Stato e Carabinieri.

Questa è la verità: il resto è filosofia, pari a quella (autogestione dei detenuti e vigilanza dinamica) che si vuole propinare per risolvere il sovraffollamento carcerario. L' assenza della banca dati nazionale fa pagare all’Italia un altro pesante (seppure meno conosciuto) spread dall' Europa, stavolta sul tema della sicurezza e in scomoda compagnia: a paragone dei 27 Paesi dell' Unione europea, infatti, soltanto Italia, Grecia, Cipro, Malta e Irlanda non ce l' hanno ancora e dal 2014 rischiano di essere completamente tagliati fuori dalla cooperazione internazionale europea”.
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando il comunicato stampa del DAP sul progetto Banca dati del DNA.

SappeInforma

 

IL COMUNICATO DEL DAP

"In relazione a notizie di stampa su presunti sprechi economici e ritardi attribuibili all’Amministrazione Penitenziaria in ordine alla realizzazione del “Laboratorio centrale nazionale d’analisi del DNA” di supporto alla realizzazione della Banca Dati Nazionale Dna, notizie riprese da talune sigle sindacali, si precisa quanto segue:

1) La legge istitutiva della Banca dati nazionale è stata varata nel 2009 ed ha attribuito all’Amministrazione Penitenziaria il compito di realizzare e gestire il Laboratorio Centrale del DNA attraverso ruoli tecnici della Polizia Penitenziaria istituti ad hoc.

2) Da quella data l’Amministrazione Penitenziaria ha avviato tempestivamente il complesso iter per la creazione del Laboratorio e per le procedure dei bandi di concorsi riguardante i predetti ruoli tecnici.

3) La gestione dei fondi accreditati all’Amministrazione è stata estremamente oculata. Sono stati realizzati, in tutti i 206 istituti penitenziari, i gabinetti per il prelievo dei reperti biologici sia dei detenuti già presenti sia per gli ingressi futuri; è stato formato il personale, è stato creato, presso la Casa di Reclusione di Roma Rebibbia, il laboratorio centrale completandolo di attrezzature tecnologicamente all’avanguardia, operando un risparmio di oltre un milione di euro.

4) Il laboratorio allo stato non è fermo, bensì, dopo il collaudo del fabbricato e delle apparecchiature acquistate, sono in corso le procedure per l’accreditamento dello stesso che saranno avviate dai biologi della Università di Tor Vergata

4) Le procedure concorsuali per l’assunzione dei ruoli tecnici della Polizia Penitenziaria, infine, avranno inizio non appena saranno varati, dai competenti organi, i regolamenti attuativi.

5) Non esiste nelle altre forze di Polizia un desiderio di accaparramento del Laboratorio né, invero, il Dap sarebbe disponibile a “passare la mano”. E’avvenuto, invece, che, in un leale rapporto di collaborazione istituzionale, i vertici di Polizia e Carabinieri abbiano offerto la disponibilità di loro esperti a collaborare con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per aiutarlo nelle procedure di accreditamento consentendo, in aggiunta alla esperienza maturata nel settore, un ulteriore risparmio di fondi in quanto, comunque, ci sarebbe stata necessità di esperti che avrebbero dovuto essere retribuiti".

Lo si legge in un comunicato di Luigi Pagano – Vice Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.

AGI