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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 05/02/2013  -  stampato il 10/12/2016


Pensioni comparto sicurezza: no a colpi di coda del Governo che non riconoscano la nostra specificitÓ

''La questione del regolamento di armonizzazione pensionistico dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, compete al nuovo Parlamento e al nuovo Governo. Ci opporremo con forza a qualsiasi tentativo di far approvare, in extremis, un regolamento che penalizzerebbe 500.000 professionisti della sicurezza''.

Lo afferma Nicola Tanzi, presidente della Consulta Sicurezza, organismo che vede insieme i sindacati autonomi Sap (Polizia di Stato), SAPPE (POLIZIA PENITENZIARIA), Sapaf (Corpo Forestale dello Stato) e Conapo (Vigili del Fuoco). ''Ci appelliamo al presidente Mario Monti - chiede Tanzi - affinche' l'iter di approvazione dello schema di decreto, che sembra essere ripreso in questi giorni dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato, non prosegua in questa legislatura e, come previsto, possa essere oggetto di un ampio e condiviso dibattito con il nuovo Parlamento e il nuovo Governo''.

''Il regolamento che fino ad oggi era stato affossato - spiega il presidente della Consulta Sicurezza - non riconosce appieno la specificita' della professione e costringe in molti casi poliziotti, carabinieri e militari a restare in servizio fino ad una eta' geriatrica. Per questo, complice anche la fine della legislatura, il regolamento di armonizzazione previsto dalla riforma Fornero era stato accantonato. Ci auguriamo buon senso da parte dell'attuale Governo e auspichiamo anche l'intervento dei principali gruppi politici e dei partiti presenti in Parlamento''.

ANSA