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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/02/2013  -  stampato il 07/12/2016


Sappe: sacrosante parole di Napolitano, DAP non delegittimi il lavoro della Polizia Penitenziaria

''Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e' tornato ancora una volta a denunciare, autorevolmente, l'insostenibile situazione delle carceri italiane. Ed ha detto parole sacrosante sulla mancata volonta' politica di risolvere concretamente questa emergenza che ricade in prima persona sulle gravi criticita' operative con le quali quotidianamente si confrontano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria.

Ci auguriamo che le sue sacrosante parole possano dare una 'scossa salutare' alla classe politica del Paese per affrontare e risolvere le problematiche del carcere''. E' quanto dichiara in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, in relazione alla visita del Presidente della Repubblica nel carcere milanese di S. Vittore. ''Il sovraffollamento degli istituti di pena e' una realta' che umilia l'Italia rispetto al resto dell'Europa e costringe i poliziotti penitenziari a gravose condizioni di lavoro - continua Capece - Gia' in altre occasioni il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ebbe a sottolineare con forza come l'emergenza carceri era dovuta al peso gravemente negativo di oscillanti e incerte scelte politiche e legislative, tra tendenziali depenalizzazione e depeninteziarizzazione e ciclica ripenalizzazione, con un crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione della carcerazione preventiva. Certo che quel che non serve per risolvere questa umiliante situazione e' la delegittimazione del ruolo di sicurezza affidato alla Polizia Penitenziaria, come invece previsto dal Capo Dap Giovanni Tamburino che vorrebbe consegnare le carceri all'autogestione dei detenuti attraverso fantomatici patti di responsabilita'".

"Una scelta - prosegue il sindacalista - (che il Vice Capo Luigi Pagano cerca di presentare in giro come una positiva 'rivoluzione normale' delle carceri, forse perche' pensa che i penitenziari italiani siano tutti come quello di Milano Bollate, una struttura cosi' tanto ''a trattamento avanzato'' che una ristretta rimase incinta durante la detenzione… ) favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilita' favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria mantenendo pero' in capo ai Baschi Azzurri il reato penale della 'colpa del custode' (articolo 387 del Codice penale)". "Di fatto, da quando e' operativa questa disposizione del Dap, abbiamo constatato un aumento di aggressioni, di suicidi, dei tentati suicidi sventati per fortuna sventati dai poliziotti penitenziari, delle evasioni e di quelle tentate, delle risse e degli atti di autolesionismo. Se gli agenti non possono controllare stabilmente le celle le responsabilita' non possono essere le loro ma di chi quella nota circolare ha firmato, il Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino, e di chi la spaccia per 'rivoluzione normale' delle carceri, il Vice Capo Luigi Pagano, che il Ministro Guardasigilli non puo' ulteriormente lasciare alla guida del Dap, conclude Capece''.

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