www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 07/02/2013  -  stampato il 03/12/2016


Napolitano: avrei firmato 10 volte l'amnistia, Tamburino: amnistia inutile

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto - al termine di una visita nel carcere di San Vittore - che se veramente gli "fosse toccato mettere una firma" su un provvedimento di amnistia l'avrebbe messa "non una ma dieci volte, ma la cosa alla quale non mi posso arrendere è che o si fa l'amnistia o non si fa nulla. ù

Bisogna fare tutto quello che è possibile tenendo fermo questo obiettivo e cercando di avere consensi in Parlamento altrimenti non passa". Il capo dello Stato ha osservato, infatti, che non si tratta di un provvedimento come la grazia che dipende solo dalla sua volontà. "Ci sono problemi che si sono bloccati per una mancanza di consensi in Parlamento. Qui occorre modificare la legislazione penale e la politica penitenziaria, tutte e due le cose". Napolitano ha assicurato che il suo impegno sui temi della legalità, quando tornerà in Parlamento da senatore a vita, continuerà "nei limiti delle mie modeste forze finché avrò un po' di energia".

Riguardo all'amnistia, il Capo del Dap Giovanni Tamburino ha precisato che ''da un punto di vista strettamente tecnico devo dire che con il sovraffollamento c'entra ben poco. Se mai si dovrebbe pensare a un indulto perche' l'amnistia serve per l'attivita' giudiziaria nel senso che elimina i fascicoli o comunque riduce grandemente l'attivita' giudiziaria, perche' per una serie di reati il giudice si limita a constatare che sono estinti dall'amnistia ma non serve per i detenuti, per i condannati. Per loro non avrebbe alcun effetto''. Allora ''potrebbe esserci un indulto come nel 2006 -ha proseguito Tamburino- pero' questa misura, usata spesso nella storia d'Italia, si e' dimostrata sempre inefficace. A mio parere bisognerebbe pensare ad una misura strutturale da inserire nel sistema penitenziario.

E' una cosa sulla quale rifletto da tempo: abbiamo nel sistema giudiziario una norma che consente di superare una serie di disposizioni quando occorre tutelare la societa' da pericoli, da minacce interne al sistema oppure quando c'e' il rischio di collegamenti con il mondo criminale. Sono convinto che ci dovrebbe essere una norma analoga che di fronte a situazioni intollerabili di sovraffollamento consenta di intervenire sulla durata della pena accorciandola, non in modo indiscriminato, ma a seconda anche dei meriti e dell'impegno che il detenuto dimostra verso il recupero''.

Adnkronos