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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/02/2013  -  stampato il 08/12/2016


Evviva! Evviva! Il Capo Dap finalmente interviene a difesa della Polizia Penitenziaria. Smentito il protocollo segreto di Torrealta

 MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
UFFICIO STAMPA E RELAZIONI ESTERNE
 
COMUNICATO
 
 
Roma, 11 febbraio 2013: dichiarazioni del Capo del Dipartimento Giovanni  Tamburino
 
In riferimento alla notizia ANSA dello scorso 6 febbraio, che attribuisce al giornalista Maurizio Torrealta le seguenti parole “Nelle carceri italiane viene applicato un protocollo segreto che obbliga la Polizia Penitenziaria a mantenere il segreto su qualsiasi evento accada all’interno e a riferirlo esclusivamente all’Aisi. L’autorità giudiziaria, finché rimarrà in funzione questo protocollo – conclude Torrealta – sarà esclusa dal controllo delle carceri, violando così i dettami della Costituzione che prevedono che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino dichiara quanto segue: “L’affermazione di Torrealta, che attribuisce al Corpo di Polizia Penitenziaria la violazione  di norme nella raccolta di informazioni che avverrebbe sulla base di un protocollo segreto, è assolutamente priva di fondamento. Le generiche quanto infondate affermazioni riportate gettano discredito sull’Amministrazione e sul Corpo di Polizia Penitenziaria che svolge i propri compiti nel rispetto delle norme, con professionalità, abnegazione e senso di appartenenza alle Istituzioni. Da tempo il DAP ha istituito nelle proprie articolazioni una struttura di comunicazione degli eventi trasmessi in tempo reale dagli istituti penitenziari alla sede centrale. Tali comunicazioni, su mia espressa direttiva, sono interamente veicolate anche alla magistratura di Sorveglianza competente, proprio in funzione del ruolo di garante svolto dall’Autorità giudiziaria a favore della tutela dei diritti dei detenuti e al fine di stimolare la maggiore attenzione possibile sulle condizioni dei detenuti e sugli eventi di maggiore rilievo. Nel marzo 2007 è stato istituito un servizio centrale di polizia giudiziaria (NIC) della Polizia Penitenziaria che collabora stabilmente con tutte le Procure della Repubblica e che si avvale della collaborazione delle unità di Polizia Penitenziaria che operano negli istituti. Ovviamente ogni appartenente alla Polizia Giudiziaria, al pari di ogni altro pubblico ufficiale, trasmette all’A.G. ogni segnalazione di reato. Infine, i rapporti con l’Aisi esistono. Essi sono ispirati a leale e trasparente collaborazione e sono regolati da un protocollo la cui esistenza è assolutamente pubblica, formale e legittima, che stabilisce le modalità e i limiti degli scambi informativi nell’ambito delle rispettive competenze.”


fonte: comunicato stampa Dap