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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 12/02/2013  -  stampato il 04/12/2016


Dap e Poste Italiane: recupereremo detenuti con collezioni di francobolli

I ministeri della Giustizia (attraverso il vicecapo al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Luigi Pagano) e dello Sviluppo economico (il capo dipartimento per le comunicazioni, Roberto Sambuco), Poste italiane (la responsabile per la filatelia, Marisa Giannini), la Federazione fra le società filateliche italiane (il presidente, Piero Macrelli, assente giustificato) e l’Unione stampa filatelica italiana (il presidente, Danilo Bogoni). Sono stati questi i partner alla base del protocollo d’intesa firmato questa mattina a Roma. Protocollo che riguarda il progetto “Filatelia nelle carceri” e che ha visto lo stesso dipartimento dell’amministrazione penitenziaria esprimere parere favorevole, così da permettere ai detenuti di sviluppare un percorso educativo attraverso le cartevalori postali.

Il punto di partenza -si legge nel documento- da una parte sono “le peculiarità del francobollo, espressione dell’arte, della storia, dell’attività economica, dello sport, della religiosità, della sensibilità ai problemi sociali e, in sostanza, della cultura di un Paese”. E dall’altra l’esperienza pilota vissuta presso il carcere di Bollate e attribuita all’Usfi (in realtà, è stata svolta a titolo di volontariato dal suo presidente). Questa, in ogni caso, ora “si impegna a continuare” l’approccio presso altre realtà analoghe. Quanto alla Fsfi, si è messa a disposizione “per coordinare, sostenere e sviluppare la comune azione di propaganda e conoscenza della filatelia”.

Sette gli articoli previsti nel testo, dove i due dicasteri si obbligano a favorire l’iniziativa per quanto di loro competenza, mentre Poste gioca un ruolo di primo piano: promuovere progetti educativi, realizzare manifestazioni a taglio filatelico tra i carcerati, coinvolgere gli istituti nel realizzare collezioni e circoli interni, sostenere attività collegate rivolte al pubblico.

“La formalizzazione del protocollo d’intesa -spiega a «Vaccari news» la stessa responsabile per la filatelia di Poste- ci permetterà di entrare nel pieno dell’operatività, esportando ad altre strutture di detenzione l’attività svolta a partire dal 2010 presso il carcere milanese di Bollate, che ha dato ottimi risultati. Si tratta di un importante punto di partenza per un progetto ambizioso”. Grazie alla collaborazione delle parti coinvolte, “si prefigge di diventare un nuovo fiore all’occhiello per la filatelia italiana, così come lo è stato ed è ancora l’analogo progetto nelle scuole. Attraverso la filatelia, difatti, è nostro obiettivo perseguire quel principio della rieducazione che è alla base dello stesso sistema carcerario italiano”.

Durante la prima fase si procederà ad individuare gli istituti nei quali far partire il progetto.

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