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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/02/2013  -  stampato il 07/12/2016


Carcere di Terni: DAP intende aprire nuova sezione di "alta sicurezza", poliziotti sul piede di guerra

Nuova sezione di alta sicurezza nel carcere di Terni nei progetti del Piano Carceri del DAP: sindacati della Polizia Penitenziaria sul piede di guerra.

In galera. Incatenati. È quanto promettono – o minacciano, questioni di punti vista – di fare a se stessi i componenti del personale di sicurezza che lavorano all’interno del carcere di Terni.

La denuncia Chiara e durissima la presa di posizione delle nove sigle che compongono la galassia sindacale di categoria. Parlano di «scorrettezza del nostro dipartimento» e denunciano: «Non bastava l’apertura – il prossimo 18 febbraio – di un piano del nuovo padiglione. Adesso si lavora per una sezione di ‘alta sicurezza’: in fondo – fanno notare – si parla di personcine tranquille come i terroristi. Ma chi sarà quella mente geniale? Di certo qualcuno che non ha la minima idea di cosa sia un Istituto Penitenziario. La nuova sezione è in realtà un repartino autonomo, che dovrà essere gestito da almeno 16 unità, numero che si va ad aggiungere alle 20 che sono previsti per aprire il famoso piano del nuovo complesso, esclusi i sottufficiali, naturalmente».

Le carenze Si ricorda qualcuno, chiedono i rappresentanti del personale, «che rispetto all’organico minimo mancavano circa 35 unità e che delle 41 unità assegnate a settembre abbiamo registrato 3 revoche e 9 distaccati, tra Gom ed altri istituti, e 7 unità trasferite?». E che «dei 5 assegnati a gennaio ne è arrivato solo uno?». E che «abbiamo registrato anche due unità riformate?». Il messaggio è chiarissimo: «Vogliamo far capire che è facile giocare con le pedine di una scacchiera, ma la realtà è ben diversa e ricordiamo ancora una volta che la criticità non può essere la regola e che noi non siamo pedine ma esseri umani».

La protesta Il personale del carcere ricorda che «sono in aumento le aggressioni verso chi ogni giorno opera in prima linea e solo grazie all’alta professionalità sono state sventate non poche evasioni». Ma adesso sono «stanchi di sopportare chi gioca sempre sulla nostra pelle, perché nessuno si preoccupa mai della sicurezza e non parliamo solo di quella interna all’istituto, ma anche rispetto al territorio ternano. In carenza di personale non c’è sicurezza». C’è chi ancora si ostina, denunciano «a fare i conti su piante organiche vecchie di decenni, ma forse per qualcuno è più comodo credere alle favole».

I numeri Rispetto a quelli che «erano già stati formalizzati a suo tempo dalla direzione, sono stati assegnati meno della metà dei colleghi previsti» e quindi rinnovano «per l’ennesima volta la richiesta di integrazione del personale», per poi lanciare l’ultimatum: «In caso di esito negativo, metteremo in atto ogni forma di protesta lecita e se questo non bastasse ribadiamo che ci incateneremo ai cancelli».

Le reazioni. La prima è quella Gianluca Rossi, candidato del Pd al senato, che definisce «inopportuno» il progetto ‘alta sicurezza’, «anche alla luce dell’imminente apertura di un piano del nuovo padiglione che complicherà non poco l’organizzazione interna alla stessa casa circondariale. Con un nuovo reparto di ‘alta sicurezza’ – spiega Rossi – i problemi già presenti rischiano di acuirsi ulteriormente. Sia sul fronte del personale, a cui non possono essere chiesti altri sacrifici, che su quello più generale della sicurezza».

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