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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/02/2013  -  stampato il 07/12/2016


Lo tsunami sarÓ avvertito anche al Dap con un nuovo Capo del Dipartimento?

Dopo le elezioni è normale chiedersi se le cose cambieranno anche al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziara. Cambierà il capo del Dap? Cosa cambierà rispetto alla situazione odierna? (ndr)

“Le urne ci hanno consegnato oscuri scenari per il futuro del Paese. Quel che ci auguriamo, come primo Sindacato della Polizia Penitenzia, è la stabilità perché di essa ha bisogno l’Italia: di stabilità e di una buona politica parlamentare (a cui tutti i partiti e movimenti devono contribuire, nessuno escluso) che trovi soluzioni alle molte crisi del Paese e di un nuovo volano per favorire l’occupazione, la giustizia, la sicurezza, una buona sanità. Una politica di servizio, come dovrebbe essere.

Guardando “in casa nostra”, ai temi penitenziari, è ovvio che dovremmo vedere quale sarà il prossimo Ministro della Giustizia, visto che sembrano minime le probabilità di un reincarico all’attuale Guardasigilli Paola Severino. Se cambierà il Ministro, è probabile che cambieranno anche i vertici del DAP: e questa non può che essere una buona notizia, visto che riteniamo assolutamente fallimentare la gestione del DAP a guida Tamburino & Pagano.”

E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando gli esiti delle elezioni politiche. “La carenza di personale di Polizia Penitenziaria, il costante sovraffollamento delle carceri con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignità stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di coloro che in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e devono essere posti tra le priorità di intervento del nuovo Parlamento e del nuovo Governo”, prosegue.

“Spesso, il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è lasciato da solo a gestire all’interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Rispetto a tutto questo, il DAP a guida Tamburino & Pagano pensa alle favole, alla vigilanza dinamica ed all’autogestione dei detenuti: ma le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante. Quel che non serve per risolvere questa umiliante situazione di sovraffollamento e tensioni è la delegittimazione del ruolo di sicurezza affidato alla Polizia Penitenziaria, come invece previsto proprio dal Capo Dap Giovanni Tamburino con una scelta (che il Vice Capo Luigi Pagano continua a tentar di presentare in giro come una positiva ‘rivoluzione normale’ delle carceri...) che favoleggia di un regime penitenziario aperto, di sezioni detentive sostanzialmente autogestite da detenuti previa sottoscrizione di un patto di responsabilità favorendo un depotenziamento del ruolo di vigilanza della Polizia Penitenziaria mantenendo in capo ai Baschi Azzurri il reato penale della ‘colpa del custode’ (articolo 387 del Codice penale).

Di fatto, da quando è operativa questa disposizione del DAP, abbiamo constatato un aumento di aggressioni, di suicidi, dei tentati suicidi sventati per fortuna sventati dai poliziotti penitenziari, delle evasioni e di quelle tentate, delle risse e degli atti di autolesionismo. Se gli agenti non possono controllare stabilmente le celle le responsabilità non possono essere le loro ma di chi quella nota circolare ha firmato, il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino, e di chi la spaccia per ‘rivoluzione normale’ delle carceri, il Vice Capo Luigi Pagano. Per questo ci auguriamo che l’onda lunga dello tsunami elettorale del 24 e 25 febbraio porterà alla guida dell’Amministrazione Penitenziaria un nuovo Capo Dipartimento ed un nuovo Vice nell’ottica di una profonda ed organica ristrutturazione di tutta l’Istituzione”.