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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 28/02/2013  -  stampato il 05/12/2016


Sovraffollamento carceri: il 39% dei detenuti in attesa di giudizio

Si parla ancora di sovraffollamento del carcere italiano. La situazione peggiora ogni giorno nonostante i vari cambi di Governo degli ultimi anni. (ndr)

''Il sovraffollamento e' davvero la grave ombra che grava sulle carceri italiane, come ha detto oggi la ministra della Giustizia Paola Severino a Palermo, ma altrettanto vero e' che le soluzioni della Guardasigilli e del Governo tecnico per contrastare la grave emergenza penitenziaria sono risultate inefficaci; sono ormai piu' di tre anni - era il 13 gennaio 2010 - da quando il fu governo Berlusconi decreto' ufficialmente lo stato di emergenza nazionale conseguente all'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale e la situazione".

Lo afferma in una nota Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. "Anche il cambio di Esecutivo e la guida di Mario Monti non hanno cambiato lo stato delle cose - continua Capece - Anzi, sono peggiorate: dai 64.791 detenuti che c'erano nelle 206 carceri del Paese il 31 dicembre 2009 siamo arrivati a contare 65.905 presenze il 31 gennaio 2013, rispetto ad una capienza regolamentare di poco superiore a 43mila posti letto.

Abbiamo piu' del 39% dei detenuti in attesa di un giudizio, 24mila stranieri in cella, un detenuto su 3 tossicodipendente, il lavoro penitenziario che e' un miraggio perche' lavorano pochissimi detenuti e 6.000 poliziotti in meno negli organici. E stare chiusi in cella 20/22 ore al giorno, senza far nulla, nell'ozio e nell'apatia, alimenta una tensione detentiva nelle sovraffollate celle italiane fatta di risse, aggressioni, suicidi e tentativi suicidi, rivolte ed evasioni che genera condizioni di lavoro dure, difficili e stressanti per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria''.
Capece invoca ''vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena, che mi auguro il nuovo parlamento ed il nuovo esecutivo vorranno fare con urgenza: riforme che non vennero fatte con l'indulto del 2006, che si rivelo' un provvedimento tampone inefficace a risolvere i problemi''.

Fonte adnkronos