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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 03/03/2013  -  stampato il 06/12/2016


Chiuderanno gli OPG? E i Poliziotti penitenziari che ci lavorano dove andranno?

“A meno di un mese dalla chiusura per legge degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari mi sembra vi siano ancora tante incertezze sul dove e come saranno successivamente custoditi gli oltre 1.050 malati di mente che sono oggi detenuti nelle strutture di Montelupo Fiorentino, Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia, Napoli ed Aversa.

L’Amministrazione Penitenziaria a guida Tamburino e Pagano è colpevolmente silente su questo tema e si guarda bene dall’informare i Sindacati anche sul futuro lavorativo dei poliziotti impegnati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Ma è grave che non si sappia dove andranno a fine mese gli oltre mille responsabili di gravi reati oggi detenuti negli OPG. Se il percorso è lo stesso che, dall’oggi al domani, ha trasferito la sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale siamo preoccupati.
E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione di Categoria.

“Troppo semplice dire chiudiamo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. E poi?” prosegue. “Quel che serve sono strutture di reclusione con una progettualità tale da garantire l’assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori. Non dimentichiamoci che tempo fa in Sicilia, nel VI Reparto dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto, un internato in osservazione nigeriano ha aggredito un nostro Ispettore di Polizia penitenziaria e gli ha staccato con un morso la falange della mano destra. Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari hanno risentito nel tempo dei molti tagli ai loro bilanci. Ma colpevole è anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificità penitenziaria.

Sarebbe occorso che i politici, a tutti i livelli, invece delle solite passerelle a cui si accompagnavano puntualmente anatemi e demagogie quanto estemporanee soluzioni, si fossero fatti carico del loro ruolo istituzionale, mettendo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiché le condizioni disumane in cui versano gli O.P.G. sono il frutto di una voluta indifferenza della società civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria. Cosa succederà dopo il 31 marzo agli internati ed ai poliziotti che lavorano negli OPG?”.

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