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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 08/03/2013  -  stampato il 03/12/2016


Tentata evasione e tentato suicidio in 12 ore nel carcere di Foggia

Tentata evasione e tentato suicidio nell'arco di dodici ore nel carcere di Foggia, con problemi di sovraffollamento e carenza di personale di Polizia Penitenziaria

Che la situazione nelle carceri pugliesi e nazionali stia diventando sempre più preoccupante lo stanno a dimostrare i fatti che si susseguono in maniera impressionante e che svelano un malessere che ormai non è più possibile arginare, se non grazie all’eroico sacrificio della Polizia Penitenziaria lasciata sola dall’Amministrazione penitenziaria prima, e dalla politica poi, a fronteggiare una situazione sempre più drammatica.

Il primo episodio è accaduto verso le ore 14 circa di ieri 6 marzo durante l’ora d’aria un detenuto straniero di circa 30 anni circa in attesa di giudizio per molestie, ha scavalcato il muro di recinzione dei passeggi per tentare di evadere dal carcere.

Resosi conto di quanto stava accadendo gli agenti di servizio al controllo dei passeggi sono prontamente intervenuti con una scala e sono andati a fermare il detenuto che resosi conto di essere stato scoperto non ha opposto resistenza.

L’atro episodio è accaduto esattamente a dodici ore di distanza verso le ore 2 di questa notte quando, grazie al pronto intervento dell’agente addetto al controllo della sezione è stato evitato un suicidio di un detenuto italiano di circa 40 anni condannato a cinque anni di reclusione per reato vari, il quale aveva tentato di impiccarsi con una corda ricavata da un lenzuolo alla finestra della stanza.

Il Sappe, sindacato autonomo Polizia Penitenziaria da tempo sta denunciando, tra l’indifferenza dei vertici del Dap che continuano a giocare alla “vigilanza dinamica” oppure studiano patti di responsabilità con i detenuti dimenticando che il carcere non è un convento di suore di clarisse, che la situazione non è più sopportabile ed è pronta ad esplodere con effetti deflagranti per tutti se non si pongono i dovuti rimedi.

A Foggia per esempio circa 680 detenuti per appena 380 posti disponibili ed una carenza di almeno 50 poliziotti penitenziari, la situazione è preoccupante e si continua a chiedere ai lavoratori della Polizia Penitenziaria che percepiscono stipendi da fame, sacrifici sempre più gravi , mentre nelle ovattate stanze ministeriali dirigenti pagati decine di migliaia di euro pensano a tutt’altro.

Come si diceva prima se la situazione non è esplosa è grazie al coraggio ed all’abnegazione dei poliziotti penitenziari che ultimante proprio a Foggia come in altre carceri, sono stati fatti oggetti di aggressione con gravi ripercussioni sull’incolumità personale. A questi eroi nascosti che fanno un lavoro oscuro e pericolosissimo il Sappe esprime il proprio ringraziamento considerato che sono figli ripudiati da un amministrazione penitenziaria ingrata, pronta a punire per il minimo errore ma che si dimentica del sacrificio e della professionalità di migliaia di lavoratori che dovrebbe ringraziare e premiare ogni giorno, per quello che fanno a tutela della legalità e delle istituzioni.

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