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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 09/03/2013  -  stampato il 09/12/2016


Statistiche carceri 2012: 1308 tentativi di suicidio, 4615 colluttazioni, 1500 proteste collettive

''Resta alta la tensione nelle carceri italiane. Nel 2012 ben 1.300 detenuti hanno tentato il suicidio, 7.317 gli atti di autolesionismo e 4.651 le colluttazioni. 56 i suicidi e 97 le morti per cause naturali. Oltre 1.500 le manifestazioni su sovraffollamento e condizioni di vita intramurarie''.

Lo sottolinea il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe. ''Al di la' delle chiacchiere e delle dichiarazioni di intenti, la situazione penitenziaria resta ad alta tensione e questa dirigenza dell'Amministrazione Penitenziaria, a guida Giovanni Tamburino e Luigi Pagano, sembra non rendersi conto della gravita' delle cose. Gli stessi dati recentemente elaborati dall'Amministrazione Penitenziaria e relativi agli eventi critici accaduti nelle carceri italiane nel corso dell'anno 2012 dovrebbero fare seriamente riflettere sulle evidenti problematiche del sistema, rispetto alle quali e' assolutamente necessario una riforma organica e strutturale e non soluzioni fantasiose come la vigilanza dinamica e l'autogestione dei detenuti'', dice Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

''Nel 2012, nelle sovraffollate carceri italiane, i detenuti hanno posto in essere 7.317 atti di autolesionismo e 1.308 tentativi di suicidio. Le morti per cause naturali in carcere sono state 97 e 56 i suicidi (36 di italiani e 20 di stranieri). 4.651 sono stati le colluttazioni e 1.023 i ferimenti.

Sono state 14 le evasioni e 55 i detenuti che non sono rientrati in carcere dopo aver fruito di permessi di necessita' e di permessi premio. Oltre 1.500, infine -continua il Sappe- le manifestazioni di protesta collettive sulla situazione di sovraffollamento delle carceri e sulle critiche condizioni intramurarie che si sono tenute nel 2012''.

Il Sappe torna quindi a proporre con urgenza ''un nuovo ruolo per l'esecuzione della pena in Italia, che preveda circuiti penitenziari differenziati ed un maggiore ricorso alle misure alternative'' e sottolinea ''l'importante ruolo svolto quotidiano dai Baschi Azzurri del Corpo: la Polizia Penitenziaria, negli oltre 200 penitenziari italiani, e' formata da persone che nonostante l'insostenibile, pericoloso e stressante sovraffollamento credono nel proprio lavoro, che hanno valori radicati e un forte senso d'identita' e d'orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto e' nelle loro umane possibilita' per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti''.

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