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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/03/2013  -  stampato il 06/12/2016


Carcere di Potenza: alla memoria di Antonio Santoro, vittima del terrorismo

Il carcere di Potenza onererà la memoria dell'Agente di Custodia Antonio Santoro, ucciso nel 1978 dal leader dei Proletari Armati per il Comunismo, Cesare Battisti. (ndr)

Il carcere di Potenza sarà intitolato alla memoria di Antonio Santoro, maresciallo degli Agenti di Custodia, originario di Avigliano, che venne ucciso nel 1978 ad Udine da Cesare Battisti, leader dei proletari armati per il comunismo condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi. A darne notizia è Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo Sindacato dei Baschi Azzurri, che ha ricevuto una comunicazione dall’Amministrazione Penitenziaria sull’avvio delle procedure di intitolazione della Casa circondariale.

“Onorare la memoria di Antonio Santoro è un dovere morale dal quale non si può prescindere per avere la consapevolezza di quanto sangue innocente è stato versato perché in Italia trionfassero sempre i valori della democrazia e della libertà. Santoro, come recita la motivazione della Medaglia d’Oro al merito civile a lui conferita alla memoria nel giugno 2004, è stato un fulgido esempio di elette virtù civiche e di attaccamento al dovere. Venne ucciso il 6 giugno 1978 a Udine, a 52 anni, città dov’era Comandante del carcere di via Spalato. Gli spararono alle spalle, gli assassini vigliacchi. L’assassino Cesare Battisti è stato riconosciuto autore materiale di quel delitto e condannato all’ergastolo. Una vita spezzata, quella del povero maresciallo Santoro – e non è stata purtroppo l’unica – da chi non si è mai costituito, si è rifugiato molti anni all’estero ed oggi è addirittura latitante dopo anni di impunita libertà. Si è tentato di farlo passare (quanto era latitante in Francia) per uno scrittore raffinato e poi addirittura per un rifugiato politico. Ma Battisti altro non è che un assassino, come hanno riconosciuto diverse sentenze passate in giudicato.”

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