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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 19/03/2013  -  stampato il 04/12/2016


Emergenza carceri: Sappe, "singolare che il Prap Liguria riceva delegazione latino-americana in visita in Italia"

Questa mattina, una delegazione latino-americana, composta dai rappresentanti di 14 diversi paesi, ha fatto visita alla Regione Liguria per conoscere più da vicino il sistema carcerario locale e le possibilità di un successivo inserimento nel mondo del lavoro che offre ai detenuti: la delegazione, composta di rappresentanti del sistema carcerario e dei ministeri di Giustizia sudamericani, è stata ricevuta dall’assessore al Welfare, Lorena Rambaudi, che ha illustrato le principali misure messe in atto in Liguria per l’inserimento dei detenuti nel mondo del lavoro, grazie ai fondi del piano sociale.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche il provveditore dell’amministrazione penitenziaria regionale della Liguria, Giovanni Salamone, e il vicecapo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nazionale, Luigi Pagano: nel pomeriggio, la delegazione ha fatto visita a Marassi, mentre domattina sarà a Pontedecimo.

La visita fa parte del programma Eurosocial II, finanziato dall’Europa, nato nell’ambito degli accordi stipulati durante il summit dei capi di Stato della Ue con quelli dell’America Latina e che prevede interventi di interscambio tra paesi europei e latinoamericani.

La visita non ha mancato di suscitare qualche polemica, come si capisce dalle parole di Roberto Martinelli, segretario generale del Sappe, sindacato degli agenti di polizia Penitenziaria: «Trovo singolare che esponenti della Regione Liguria relazionino delegazioni internazionali sulla situazione penitenziaria regionale», perché «è palese che sul tema delle carceri liguri la Regione dimostra una approssimazione spaventosa». Una volta di più, Martinelli ha sottolineato che «la presenza di circa 1850 detenuti nei sette penitenziari regionali, che dispongono di una capienza regolamentare complessiva di 1130 posti letto, «dovrebbe fare comprendere con quante difficoltà lavora la Penitenziaria, sotto organico di 400 unità in Liguria».

Martinelli ha dunque chiesto l’impegno della Regione affinché venga promosso concretamente l’impiego dei detenuti in progetti per il recupero del patrimonio ambientale ligure: «I detenuti possono essere messi a disposizione della collettività imparando un mestiere che potrebbe essere loro utile una volta tornati in libertà. Ma la maggior parte di loro ozia tutto il giorno, alimentando tensioni costanti e continue a tutto danno del già duro e difficile lavoro della polizia Penitenziaria».

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