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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/03/2013  -  stampato il 09/12/2016


Detenuto muore di overdose a Regina Coeli: compagno di cella accusato di spaccio e omicidio colposo

Omicidio colposo e spaccio di eroina in carcere, a Regina Coeli. È stato individuato ed è finito sotto processo il pusher che il 10 febbraio 2012 ha fornito una dose di eroina killer a un compagno di cella.

È Idemudia Osagie, 25enne nigeriano, incensurato. Si era prestato a fare il corriere della droga per conto di alcuni narcotrafficanti. L’aveva ingerita e, quando era stato arrestato, aveva espulso 23 ovuli di 15 grammi. Uno, però, l’aveva trattenuto per sé e, a Regina Coeli, secondo l’accusa, l’avrebbe ceduto in cambio di cibo. Eroina purissima che ha ucciso Tiziano De Paola, un tossicodipendente di 30 anni di Tor Bella Monaca, appena arrestato per piccolo spaccio.

De Paola non aveva saputo rinunciare alla droga e al mattino era stato ritrovato sotto le coperte, ucciso da un’overdose fulminante. Ieri il gip Alessandrina Tudi-no ha accolto la richiesta del pm Perla Lori e ha rinviato a giudizio il corriere nigeriano che gliel’ave-va fornita. Le giustificazioni del giovane, tuttora detenuto, non hanno convinto il giudice. “Non volevo spacciare in carcere - ha detto durante l’udienza - i compagni di cella, però, quando hanno saputo di quell’ovulo mi hanno aggredito per ottenerlo”.

Per il pm invece la cessione a De Paola era stata volontaria. La morte invece sarebbe una conseguenza colposa. “De Paola - per il pm - decedeva in conseguenza di un arresto cardiorespiratorio secondario alla recente assunzione di eroina”. Il legale del corriere nigeriano, l’avvocato Giacomo Marini, intanto, spera di ottenere il minimo della pena dopo il dibattimento.

“Non punto a un rito alternativo - ha annunciato - vogliamo un processo che faccia emergere le pecche del carcere e le modalità di svolgimento di questa grave vicenda che rientra nella complessa situazione carceraria”. All’indomani della morte di De Paola, quando le cause del decesso erano ancora ignote, era arrivata la denuncia del garante regionale dei detenuti. “Regina Coeli - aveva detto -è un carcere ingestibile.

La Costituzione parla di pena e reinserimento, qui c’è solo pena. Mancano guardie, educatori, psicologi”. Alle 6,30 del mattino Tiziano De Paola non aveva risposto all’ appello della Polizia Penitenziaria. Nessun movimento sotto la coperta logora. Neanche il suo compagno di cella - al quarto braccio - si era accorto di nulla.

Il Messaggero