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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/03/2013  -  stampato il 09/12/2016


Pay tv per i detenuti di Napoli Secondigliano offerta dal Cardinale Sepe

“Quel che serve ai detenuti in carcere è il lavoro, altro che abbonamenti pay tv”. Lo dichiara Donato CAPECE, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando le parole dell’Arcivescovo di Napoli ai detenuti di Napoli Secondigliano in occasione della funzione delle Palme celebrata oggi nell’istituto.

Capece sottolinea come “il fatto che i detenuti non siano impiegati in attività lavorative o comunque utili alla società (come i lavori di pubblica utilità) favorisce l’ozio in carcere e l’acuirsi delle tensioni. In Campania lavora solamente 1 detenuto su 5, e per di più per poche ore al giorno.

Sul tema del lavoro in carcere c’è profonda ipocrisia. Tutti, politici in testa, sostengono che i detenuti devono lavorare: ma poi, di fatto, a lavorare nelle carceri oggi è una percentuale davvero irrisoria di detenuti (circa il 20% dei ristretti). Peraltro, il condannato che espia la pena in carcere ha un tasso di recidiva del 68,4% contro il 19% di chi ha fruito misure alternative e addirittura l'1% di chi è inserito nel circuito produttivo.

Stare invece 20 ore al giorno chiusi in cella favorisce una tensione detentiva fatta di risse, aggressioni, suicidi e tentativi suicidi, rivolte ed evasioni che genera condizioni di lavoro dure, difficili e stressanti per le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria, sotto organico di ben 7mila unità a livello nazionale”.

 

LA PROPOSTA DEL CARDINALE SEPE

Ha annunciato l'apertura di un laboratorio artigianale di falegnameria per detenuti in affidamento, l'istituzione di alcune borse lavoro per quei reclusi che seguono un percorso di studio e formazione ma l'applauso piu' forte si e' levato quando il cardinale Crescenzio Sepe, al termine della messa, ha annunciato che a fine maggio saranno rinnovati tutti gli abbonamenti alla pay tv per seguire le partite di calcio. L'arcivescovo di Napoli oggi ha voluto celebrare la funzione delle Palme nell'istituto penitenziario di Secondigliano che ospita 1200 detenuti.

Ma nella cappella hanno potuto trovare posto poco piu' di 200 persone alle quale e' stato distribuito un rosario: ''Non dico di recitare ogni giorno cinquanta Ave Maria - ha detto scherzosamente Sepe rivolgendosi ai reclusi - ma almeno una sola per me''. Al presule un recluso ha voluto regalare un quadro che egli stesso ha dipinto. Il cardinale Sepe e' stato accolto dal direttore dell'istituto Liberato Guerriero, dal provveditore regionale, Tommaso Contestabile e dal cappellano del carcere,don Raffaele Grimaldi.

ANSA