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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 26/03/2013  -  stampato il 06/12/2016


Sacra corona unita dietro l'evasione da Padova del detenuto moldavo

Detenuto moldavo evaso dopo un permesso premio dal carcere di Padova e arrestato a Brindisi: probabilmente la sacra corona unita dietro l'evasione e la latitanza.

È entrato in carcere da assassino di strada, se n’è uscito da sicario, guardaspalle o chissà che altro della Sacra Corona Unita. È l’iperbole di Sergj Vitali, 28 anni, moldavo, arrestato nel 2004 perché ritenuto uno dei responsabili dell’omicidio di Claudiu Puiu Bohancanu, ventinovenne rumeno ucciso a colpi d’ascia in via Toniolo nel quartiere Forcellini.

Il 21 gennaio scorso Vitali è uscito dal Due Palazzi per un permesso premio ed è stato assoldato dalla criminalità organizzata pugliese che gli ha organizzato tutto: fuga, trasporto, lavoro futuro. Su questo ora stanno indagando gli uomini della squadra mobile di Marco Calì. Dopo due mesi di latitanza ieri mattina all’alba i poliziotti l’hanno rintracciato in un casolare in aperta campagna a Frigole, in provincia di Lecce. Era armato con una Tokarev TT-33, pistola semiautomatica russa.

Dal giorno della sua scomparsa dal carcere gli investigatori della questura di Padova si sono messi sulle sue tracce e sono partiti proprio dai corridoi della casa di reclusione, interrogando tutti i detenuti a lui vicini. Sargj Vitali sarebbe dovuto rimanere al Due Palazzi fino al 10 dicembre 2020. Nei primi otto anni di permanenza era riuscito a stringere amicizia, tra i tanti, con un pluripregiudicato della Sacra Corona Unita attualmente in regime di detenzione a Padova.

Lui, giovane, prestante, ex pugile, disposto a tutto, aveva fatto fin da subito una buona impressione all’ex boss dell’organizzazione mafiosa pugliese. Al punto che a fine gennaio è stata organizzata la sua fuga. Sono venuti a prenderlo da Lecce, gli hanno dato un riparo e l’hanno inserito nell’organizzazione anche se non è ancora chiaro con che ruolo e con che consegne.

Quel che è certo, è che ieri mattina i poliziotti l’hanno trovato armato. Sono arrivati a lui grazie a riscontri tecnici di alto livello, sotto la guida del pubblico ministero Sergio Dini che ha seguito passo passo con il vicequestore aggiunto Marco Calì le fasi dell’indagine. Con le celle della telefonia mobile è stato possibile individuare anche il tragitto fatto in auto dagli appartenenti all’organizzazione criminale pugliese.

Al momento dell’arresto il giovane ha tentato una rocambolesca fuga dai tetti, impugnando la pistola con il colpo in canna. L’evaso è stato comunque bloccato e, dopo un primo controllo, condotto negli uffici della questura di Brindisi e tratto in arresto per la detenzione dell’arma clandestina e per evasione. L’indagine è tutt’altro che chiusa. Calì e i suoi uomini vogliono vederci chiaro e non è escluso che a breve possano esserci altri indagati.

Quanto al delitto commesso nel 2004 a Forcellini, Claudiu Puiu Bohancanu fu ucciso a colpi di scure nella notte fra il 9 e il 10 marzo durante una lite poi degenerata. Il giovane fu colpito con un’ascia alla testa e nell’estremo tentativo di difendersi appoggiò le mani sulla testa. Uno dei colpi inferti gli staccò una falange della mano destra, che fu rinvenuta vicino al cadavere. Secondo quanto emerso, sembra che fosse debitore di qualche migliaio di euro per merce rubata ricevuta e non pagata e per alcune giovani “comprate” e costrette a prostituirsi in città, senza aver mai dato in cambio il denaro pattuito. Vitali venne ritenuto uno dei responsabili dell’esecuzione.

Il Mattino di Padova