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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/03/2013  -  stampato il 04/12/2016


Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari rimangono aperti ancora per 1 anno

Viene rinviata di un anno la chiusura degli OPG ma ancora non si sa che fine faranno i detenuti in queste strutture. (ndr)

“La notizia del rinvio di un anno per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari conferma quanta grave superficialità contraddistingua questa grave specificità penitenziaria. E’ grave che, dopo tutto quello che è stato detto sulla precarietà delle strutture, non si è stati in grado di realizzare le alternative per il superamento degli Opg: questo segna il fallimento delle politiche della giustizia in questo Paese sulla detenzione degli internati. E’ assurdo che si sia perso così tanto tempo e vi siano ancora tante incertezze sul dove e come saranno successivamente custoditi gli oltre 1.050 malati di mente che sono oggi detenuti nelle strutture di Montelupo Fiorentino, Barcellona Pozzo di Gotto, Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia, Napoli ed Aversa. E l’Amministrazione Penitenziaria a guida Tamburino e Pagano è colpevolmente silente su questo tema e si guarda bene dall’informare i Sindacati anche sul futuro lavorativo dei poliziotti impegnati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Ma è grave che non si sia stati in grado entro il termine previsto dalla legge di sapere dove andranno gli oltre mille responsabili di gravi reati oggi detenuti negli OPG. Se il percorso è lo stesso che, dall’oggi al domani, ha trasferito la sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale siamo preoccupati.”

E’ quanto dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.
“Lo avevamo previsto: troppo semplice dire chiudiamo gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. E poi?” prosegue. “Quel che serve sono strutture di reclusione con una progettualità tale da garantire l’assistenza ai malati e la sicurezza degli operatori. Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari hanno risentito nel tempo dei molti tagli ai loro bilanci. Ma colpevole è anche una diffusa e radicata indifferenza della politica verso questa grave specificità penitenziaria, confermata dall’incapacità di superare davvero gli OPG. Se i politici, a tutti i livelli, invece delle solite passerelle a cui si accompagnavano puntualmente anatemi e demagogie quanto estemporanee soluzioni, si fossero fatti carico del loro ruolo istituzionale, avrebbero per tempo messo le strutture psichiatriche nelle condizioni di poter svolgere al meglio il loro lavoro, poiché le condizioni disumane in cui versano gli O.P.G. sono il frutto di una voluta indifferenza della società civile, dei politici, ma soprattutto dei vertici dell’Amministrazione penitenziaria”,

fonte: sappeinforma