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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 02/04/2013  -  stampato il 08/12/2016


Incendio nel carcere di Vicenza, Polizia Penitenziaria evita tragedia

Intorno alle 11.15 un detenuto extracomunitario, recluso nella Casa Circondariale di Vicenza, ha appiccato il fuoco nella propria cella. A seguito del denso fumo uscito dalla seconda sezione del carcere, i detenuti sono stati mandati ai cortili passeggi. Il rapido intervento degli agenti di Polizia Penitenziaria ha permesso di mettere in salvo il detenuto, chiuso in bagno con un asciugamano bagnato sulla testa. E' stato tratto in salvo dai baschi azzurri intervenuti, che hanno quindi spento il fuoco con un estintore mentre altri detenuti venivano messi in salvo.

Dopo alcuni minuti sono giunti anche i Vigili del Fuoco, quando l'incendio era stato ormai domato. Due agenti sono stati accompagnati al Pronto Soccorso per accertamenti, intossicati dal fumo. Il detenuto e' stato visitato dal medico di guardia e trovato in buone condizioni, tanto che per lui non e' stato chiesto il ricovero in ospedale. L'incendio, a quanto si e' appreso, e' stato appiccato in piu' punti contemporaneamente. Tutti i detenuti sono stati fatti rientrare nelle proprie celle e la situazione e' tornata alla normalita'.

La tempestivita' dell'intervento della Polizia Penitenziaria ha evitato che l'incendio potesse propagarsi in altre camere detentive e ha messo in salvo tutti i detenuti della sezione interessata. ''Un atto di grande coraggio -spiega il vice capo del Dap, Luigi Pagano- che denota gli alti livelli di professionalita' e competenza della Polizia Penitenziaria. Vorrei che questi atti di eroismo quotidiano trovassero spazio sulle pagine dei giornali, perche' finalmente fosse chiaro a tutti che la Polizia Penitenziaria svolge un servizio per la collettivita', a difesa dei diritti dei detenuti e non esita a mettere a rischio la propria vita per mantenere fede ai propri valori''.

''L'incendio di questa mattina nel carcere di Vicenza e' stato un drammatico evento che poteva avere ben piu' gravi conseguenza. Grazie alla professionalita', al sangue freddo e al senso del dovere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere vicentino, le conseguenze pur significative sono state contenute''. E' quanto afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), all'incendio provocato questa mattina da un detenuto straniero nel carcere di Vicenza.

''Va quindi a tutto il reparto di Polizia Penitenziaria di Vicenza il nostro plauso -aggiunge Capece- e il nostro piu' vivo apprezzamento per come e' stato gestito l'evento critico''. Per il leader dei baschi azzurri del Sappe, ''il grave episodio'' di Vicenza deve pero' ''servire da spunto per un'immediata verifica della salubrita' dei luoghi di lavoro nei quali sono impiegati gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Esistono ad esempio nuclei centrali e territoriali di vigilanza, Visag, che non vigilano''.

''La realta' -prosegue Capece- e' che l'Amministrazione Penitenziaria continua a vivere in una dimensione virtuale rispetto alle reali criticita' delle carceri e invece di promuoverne la salubrita' pensa a introdurre la vigilanza dinamica dei poliziotti (ossia un agente in piu' posti di servizio) e patti di responsabilita' con i detenuti, a tutto discapito della sicurezza dei nostri penitenziari, di chi ci lavora e di chi ci vive. Per questo -conclude- manifesteremo giovedi' mattina a Roma: non si puo' pensare agli eroici poliziotti penitenziari solamente a tragedie avvenute. Ma per fortuna sventate''.

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