www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2013  -  stampato il 11/12/2016


Poliziotto penitenziario infedele: favori al clan Santapaola per pagare debiti di gioco

Per soddisfare la propria "passione" per poker per i videogiochi, venendo meno ai propri doveri di pubblico dipendente, avrebbe fornito un "concreto, consapevole e volontario contributo all'associazione mafiosa Santapaola, agevolando la conservazione ed il rafforzamento delle capacita' operative dell'associazione, all'interno delle mura carcerarie".

E' l'atto d'accusa del gup Giuliana Sammartino nei confronti di G. S., assistente capo della Polizia Penitenziaria in servizio nel supercarcere di "Bicocca", finito tra i 75 arrestati dell'operazione "Fiori Bianchi Tre" contro il clan Santapaola.

Ad accusare G. S. e' il pentito Gaetano D'Aquino che ha indicato il "poliziotto penitenziario del carcere di Bicocca", affermando che "si prestava a fare favori" al clan "Santapaola" e, in particolare, "faceva entrare telefoni, champagne ed altro". Agli atti dell'inchiesta e' finita pure la valutazione del comportamento in servizio di G. S., definito dalla direzione del carcere "non particolarmente brillante".

E stamane nell'ambito dell'operazione antimafia "Fiori Bianchi" si e' costituito nella caserma del comando carabinieri di piazza Verga, Giuseppe Bosco di 35 anni, sfuggito ieri alla cattura.

AGI

Arrestato Assistente Capo: avrebbe portato champagne, telefoni e informazioni sulle traduzioni ai boss in carcere