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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 18/04/2013  -  stampato il 11/12/2016


"Pestato dai Carabinieri": processo Cucchi avvocato della difesa ricorda le parole degli altri testimoni

''Ci sono ben undici testimoni che ci dicono che Stefano Cucchi disse loro di essere pestato dai carabinieri all'atto dell'arresto, ma i carabinieri in questo processo non ci sono. Ci sono gli agenti penitenziari che non hanno fatto nulla''. E' stato l'esordio in aula dei difensori degli imputati al processo per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano fermato il 15 ottobre 2009 per droga e morto una settimana dopo in ospedale.

La frase e' dell'avvocato Corrado Oliviero, difensore di uno degli agenti penitenziari imputati (sotto processo ci sono sei medici, tre infermieri e tre agenti penitenziari, accusati, a seconda delle posizioni, di aver pestato Cucchi e poi averlo abbandonato a se stesso in ospedale). ''Dalle carte processuali - ha detto Oliviero - emerge che il maggior testimone di questo processo e' il detenuto gambiano Samura Yaya, ma nel suo racconto manca la precisione dei dati, la logicita', mancano dati di fatto incontrovertibili. Samura ha sentito, ma non ha visto; l'unica cosa che vede e' una guardia aprire e chiudere una porta. Vede alcune lesioni sulla tibia di Cucchi, ma non vede escoriazioni sul volto del ragazzo''.

Per il penalista, pero', ''quello che non vede Samura'', lo vedono altri testimoni: una detenuta alla quale disse ''che stava male e che l'avevano menato le guardie che l'avevano arrestato''; altri due arrestati albanesi ''che, senza argomenti, i pm diranno che sono inattendibili; e che dicono che Cucchi, alla domanda su cosa gli avessero fatto, rispose che lo avevano picchiato i carabinieri la sera prima''. Per Oliviero ci sono due certezze: la prima, che ''Stefano Cucchi arrivo' nelle celle del tribunale gia' pestato; ma chi sia stato non lo so''; la seconda, che il processo che si sta celebrando ''e' da giudice monocratico e non da Corte d'assise. E' una follia giuridica contestare il reato di abbandono a medici e infermieri''.

Ansa