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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/04/2013  -  stampato il 07/12/2016


Parco di Milano intitolato al Maresciallo Di Cataldo: le parole del figlio

Il Parco compreso tra via Ponte Nuovo e via Tremelloni in zona Precotto a Milano è da oggi 'Parco Francesco Di Cataldo'. Questa mattina si è svolta la cerimonia di intitolazione al maresciallo scelto della Polizia penitenziaria in servizio presso la Casa circondariale di San Vittore che, esattamente 35 anni fa, il 20 aprile 1978, fu ucciso dalle Brigate Rosse.

Francesco Di Cataldo è già stato insignito della Medaglia d`Oro al Merito Civile e della Medaglia d`Oro di Benemerenza Civica. Alla cerimonia di oggi hanno partecipato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il capo Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino e il suo vice Luigi Pagano, il Commissario straordinario del Comune di Barletta Anna Maria Manzone, oltre alla moglie di Di Cataldo Maria, dei figli Alberto e Paola e dei rappresentanti dell'Associazione italiana vittime del terrorismo.

"Milano non vuole dimenticare i fatti dolorosi che hanno segnato la sua storia, perché è attraverso la consapevolezza del passato che si può costruire un futuro migliore" ha dichiarato Giuliano Pisapia, sottolineando che "Milano vuole onorare i suoi cittadini, di nascita o di adozione, che hanno dato la vita per il bene della propria città e del proprio Paese".

"Francesco Di Cataldo amava il suo lavoro, nel quale si è impegnato con passione, professionalità e sensibilità" ha proseguito il sindaco, che ha concluso affermando che "oggi come allora, la nostra città è in prima fila per difendere, sostenere e riaffermare quei valori: i valori in cui credeva Francesco e in cui credevano i tanti servitori dello Stato che hanno dato la vita per difendere il nostro diritto a vivere in un`Italia democratica, pacifica e libera". "In un Paese che fatica a ritrovare il senso della memoria il Comune di Milano sa, invece, ancora fermarsi per ricordare e ringraziare.

Lo ha già fatto con molte vittime e oggi lo ha fatto per il mio papà, il Maresciallo scelto Francesco Di Cataldo voleva ostinatamente rinnovare il sistema carcerario, combattere il sovraffollamento, esigere un maggior uso delle pene alternative" ha affermato Alberto, figlio di Di Cataldo, sottolineando che "il filo del dovere, del gusto per il lavoro fatto bene, della tenacia erano valori per lui imprescindibili: il papà mi ha fatto un grandissimo dono, saper sentire ogni giorno il senso della responsabilità, per me dirigente pubblico è l'eredità più bella che mi potesse lasciare". "Io sento il dovere e la responsabilità di trasmetterla a chi vive con me, a chi lavora con me e a questa città che oggi lo ricorda - ha concluso Alberto - e ripartire da qui, forse, aiuta tutti noi a sentirci meno smarriti e meno soli".

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