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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 04/05/2013  -  stampato il 11/12/2016


Emergenza carceri, ma DAP rimane a guardare: Sappe protesta e organizza speakers' corner

Speakersì Corner davanti al DAP: il SAPPE organizza un'altra manifestazione di protesta davanti il Dipartimento dell'Ammnistrazione Penitenziaria per denunciare l'immobilismo dei suoi Dirigenti di fronte all'emergenza carceri.

Suicidi un Agente di Polizia Penitenziaria (nel carcere minorile di Lecce) e due detenuti (a Castelfranco Emilia ed a Catanzaro); altri due suicidi di ristretti sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria a Modena ed nel carcere minorile di Catanzaro; un poliziotto aggredito a Spoleto ed un’aggressione contro un altro Basco Azzurro sventata ad Alessandria; due risse tra detenuti nel carcere genovese di Marassi. È il drammatico resoconto dell’ultima settimana nelle carceri italiane, dove sono anche morti per improvvisi malori due detenuti (nel carcere di Velletri e nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia) e, poche ore fa, un poliziotto per infarto del carcere di Firenze Sollicciano.

“La situazione penitenziaria resta allarmante nell’assoluta indifferenza ed apatia dell’Amministrazione Penitenziaria. In questo contesto è palese e grave l’inefficienza del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria guidato da Giovanni Tamburino e dal Vice Capo Luigi Pagano, che pensa a risolvere le criticità del sovraffollamento delle nostre prigioni con soluzioni fantasiose e pericolose”, commenta Donato Capece, Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe (il primo e più rappresentativo della Categoria).

“La realtà penitenziaria è che nelle carceri ci sono 45mila posti letto e nelle celle sono invece stipate 66mila persone, il 40% delle quali in attesa di un giudizio definitivo; che la Polizia Penitenziaria ha settemila agenti in meno, che i Baschi Azzurri non fanno formazione ed aggiornamento professionale perché l’Amministrazione evidentemente ha altro a cui pensare, come anche per le conseguenze di quell’effetto burnout dei poliziotti determinato dall’invivibilità di lavorare in sezioni detentive sistematicamente caratterizzate da eventi critici - suicidi, tentati suicidi, aggressioni, risse, atti di autolesionismo, colluttazioni.

Ma per fronteggiare tutto questo il Dap guidato da Giovanni Tamburino e Luigi Pagano non ha fatto nulla e noi ci chiediamo che senso abbia mantenerli ancora in quegl’incarichi.” Capece informa infine che questa mattina il Sappe ha inviato al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri una nota con la quale si dà notizia che “mercoledì 8 maggio 2013 il Sappe terrà una manifestazione di protesta (l’ennesima) davanti al Dap.

Nella circostanza è stato organizzato un piccolo palco di fronte al palazzo del Dipartimento (una specie di speakers’ corner), in Largo Luigi Daga, 2, dal quale poter far esprimere tramite altoparlante problemi, lamentele, rivendicazioni, richieste e necessità dei poliziotti penitenziari”. Al primo posto, per il Sappe, “la gestione fallimentare del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Dap, distante dalla realtà e che sottovaluta la sicurezza del personale e delle strutture”.

ANSA