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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


Droga nel carcere di Bologna: 22 ovuli nel corpo di un egiziano

Tentativo di introdurre droga in carcere, sventato dalla Polizia Penitenziaria del carcere di Bologna.

Ha espulso 22 ovuli, probabilmente contenenti cocaina, un uomo di origine nigeriana, arrestato per droga all'aeroporto di Bologna e condotto nel carcere bolognese della Dozza. Lo riferisce una nota di Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe.

"Sarebbe stato davvero grave - sottolinea Durante - se tutto quel quantitativo di droga fosse entrato nel carcere della Dozza, dove sarebbe stato sicuramente spacciato ed usato". "E' opportuno intensificare sempre di piu' i controlli e dotare la Polizia Penitenziaria di tutti i mezzi necessari -prosegue Durante- come le unita' cinofile, previste dal 1995, ma presenti in poche regioni, tra queste non c'e' l'Emilia Romagna.

I tossicodipendenti presenti nelle carceri italiane sono il 25 per cento". "Ieri sera -racconta Durante- un uomo di origine nigeriana, ha insospettito, con il suo comportamento, il medico del carcere e gli uomini della Polizia Penitenziaria, i quali hanno deciso di condurlo in ospedale.

Prima di uscire l'uomo ha chiesto di andare in bagno, dove ha espulso 22 ovuli, contenenti molto probabilmente cocaina. Questa mattina saranno effettuati gli esami. Sucessivamente e' stato condotto in ospedale e dalla radiografia e' emerso che all'interno ha altri ovuli che, per sua stessa ammissione, dovrebbero essere undici. Si tratta di uno dei tanti modi in cui la droga entra carcere".

La polizia penitenziaria e il medico della Dozza di Bologna hanno evitato l'introduzione di droga all'interno del carcere. Hanno infatti interpretato bene - spiega in una nota Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato Sappe, il nervosismo di un uomo di origine nigeriana, arrestato ieri per droga all'aeroporto di Bologna. E' stato deciso di portarlo in ospedale, ma prima di uscire ha chiesto di andare in bagno. Invitato a farlo in presenza di agenti, ha espulso 22 ovuli, contenenti pare cocaina, visto che era stato arrestato per lo stesso motivo.

In attesa degli esami, e' stato condotto in ospedale e dalla radiografia e' emerso che all'interno ha altri ovuli che, per sua stessa ammissione, dovrebbero essere undici. ''Si tratta di uno dei tanti modi in cui la droga entra carcere - scrive Durante - Sarebbe stato davvero grave se tutto quel quantitativo di droga fosse entrato nel carcere della Dozza, dove sarebbe stato sicuramente spacciato ed usato. E' opportuno intensificare sempre di piu' i controlli e dotare la polizia penitenziaria di tutti i mezzi necessari, come le unita' cinofile, previste dal 1995, ma presenti in poche regioni, tra queste non c'e' l'Emilia Romagna. I tossicodipendenti presenti nelle carceri italiane sono il 25 per cento''

Adnkronos - Ansa