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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


Conti correnti detenuti: mancano alcune migliaia di euro, indaga la Polizia Penitenziaria

Conti correnti dei detenuti: scoperto "buco" di alune migliaia di euro tra i soldi dei detenuti del carcere di Pavia.

A dicembre, al momento di chiudere il bilancio mensile, l’impiegato dell’ufficio Conti Correnti della casa circondariale di Torre del Gallo si è accorto che i numeri non quadravano. Calcola e ricalcola, le verifiche successive hanno permesso di appurare che all’appello, tra entrate e uscite, mancavano in effetti alcune migliaia di euro.

Parte tra due e tremila. Ma in quell’ufficio, negli ultimi tempi, si erano avvicendati diversi impiegati, sia amministrativi sia appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria. Un turn over legato alla carenza cronica di personale e alla necessità di coprire turni e servizi con il personale a disposizione. Ricostruire la trama dei versamenti e dei prelievi non è stato facile. La verifica è tuttora in corso. Ma del presunto ammanco la direzione ha subito informato la Procura della Repubblica di Pavia che ha delegato al nucleo investigativo dell’amministrazione penitenziaria il compito di chiarire al più presto la vicenda. Un’indagine spinosa e delicata tanto che il direttore della casa circondariale, Iolanda Vitale, interpellata telefonicamente, preferisce non fare dichiarazioni. Una prudenza legata al fatto che l’inchiesta è ancora in corso.

Si tratterebbe al momento di un’indagine di tipo amministrativo. Ma qualora dovessero essere individuate responsabilità personali nel “buco” di alcune migliaia di euro, potrebbe imboccare anche un profilo diverso, anche di tipo penale. Al momento non ci sarebbero indagati. Ma alcuni operatori sarebbero stati rimossi dal loro incarico e destinati ad altri servizi.  Proprio sul movimento delle somme presenti sui libretti dei conti correnti dei detenuti si concentra l’attenzione degli inquirenti.

È capitato che una borsa lavoro venisse accreditata due volte, per errore. E che il detenuto, nel frattempo trasferito in un altro carcere non restituisse la cifra non dovuta. In questo caso le verifiche contabili si incrociano anche a quelle relative al carico e scarico delle merci in vendita allo spaccio interno. Al registro delle consegne. Resta aperta l’ipotesi del si tratti di un errore contabile e amministrativo, senza dolo. Un pasticcio legato ai troppi avvicendamenti all’interno dell’ufficio.