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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


Medico accusato di falsa perizia a detenuto: ma il Tribunale del riesame lo scagiona

Era finito agli arresti con l'accusa di aver redatto una falsa perizia medica per evitare il carcere a un boss, ma proprio grazie alla sua diagnosi il detenuto è stato curato ed ha evitato la morte. E' la vicenda che vede come protagonista il cardiologo Alfonso Sestito, originario della Calabria ma residente a Roma, dove esercita la professione.

Sestito è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma, che nei mesi scorsi ha portato all'arresto di otto tra medici ed avvocati che, attraverso false perizie, avrebbero procurato sconti di pene a criminali e ricoveri in strutture ospedaliere ai detenuti. Il professionista ha sempre respinto gli addebiti, sostenendo di aver redatto la sua perizia "secondo scienza e coscienza", e lo stesso giudice delle indagini preliminari che ne ha disposto gli arresti domiciliari li ha revocati dopo tre giorni, prevedendo l'obbligo di dimora. Misura cautelare che è stata poi cancellata dal tribunale del riesame, che nei giorni scorsi ha rimesso Sestito in libertà.

Oggi i legali del medico - che auspicano il riconoscimento della "totale innocenza" del loro assistito - sottolineano quella che, a loro avviso, è una situazione paradossale: Sestito è finito agli arresti per una presunta falsa perizia che invece non solo era vera, ma ha salvato la vita al detenuto che è accusato di aver favorito. A questi, infatti, è stata diagnosticata "una rara forma di ischemia miocardica , uno stato pre-infartuale, che è stato confermato dalla clinica dove é stato ricoverato ed ha eseguito la coronografia". Si tratta, sempre ad avviso dei difensori del medico, di una "rara ma grave" patologia, "che se non riconosciuta e curata adeguatamente, può evolvere nel medio termine verso l'infarto e portare quindi a morte improvvisa nel 10% dei casi". Invece, "la pronta e puntuale diagnosi ha salvato la vita al detenuto".

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