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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/05/2013  -  stampato il 03/12/2016


Piscina, discoteca e prostitute a disposizione nel carcere venezuelano controllato dai detenuti

Un night club o il cortile di un carcere? In Venezuela la risposta può essere complessa. Le immagini trasferiscono un'atmosfera da picnic con persone che giocano in piscina sotto il sole. Niente di strano, non fosse che ci troviamo in una della più grandi prigioni del Venezuela.

Questo comunque è il benvenuto offerto dal carcere di San Antonio, nell'isola di Margarita a mollo nel mare dei Caraibi, rinomata meta turistica.Secondo Carlos Nieto Palma, un attivista che lotta da anni per la difesa dei diritti umani, si tratta di un carcere ai limiti del credibile che ospita feroci gangster, murales, armi, droga e alcol. E anche un'area per il combattimento dei galli.

E non è tutto. Nieto Palma racconta anche che i carcerati hanno recentemente inaugurato in grande stile una discoteca dietro le sbarre capace di contenere 600 persone. Lo ha saputo quando ha ricevuto questo invito sul suo cellulare per un party sino all'alba con luci laser, maxi schermi, ragazze allegre e "giocattoli" per interagire con loro.Non è la prima volta il carcere di San Antonio ha suscitato, per così dire, delle perplessità.Un servizio del New York Times nel 2011 lo definiva "un bordello in stile Hugh Hefner", il fondatore di Playboy.

Secondo Nieto Palma la prigione è sotto l'assoluto controllo di Teofilo Rodriguez, un trafficante di droga conosciuto come el Conejo, "il Coniglio". "Lo Stato non ha fatto niente per dare un taglio a questa situazione, nonostante tutte le dichiarazioni ufficiali contro le mafie e il loro potere nelle prigioni".I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Come questa foto che ritrae il ministro con la delega alle carceri, Iris Varela, che posa abbracciata a Conejo Rodriguez. Il che sembra dirla lunga sulla reale situazione dei penitenziari venezuelani.

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