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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/05/2013  -  stampato il 08/12/2016


Sangue infetto prelevato da detenuti USA con epatite e Aids e rivenduti a mezzo mondo, anche in Italia

In Italia quasi vent'anni di carte bollate, aule giudiziarie, capi d'imputazione da far tremare i polsi. Tutto invischiato in pastoie burocratiche e palleggiamenti tra le procure di Trento, Roma e Napoli.
Stiamo parlando del maxi-processo sul sangue infetto che dovrebbe vedere sul banco degli imputati il re Mida dei Farmaci, Duilio Poggiolini, grande amico di sua sanità Francesco De Lorenzo e il gotha dell'industria farmaceutica rappresentato da Guelfo Marcucci, a capo di un vero e proprio impero societario.

Ma la storia nasce negli Stati Uniti e in Canada: un infernale reticolo di interessi e affari con l'Europa. Tutto rivelato da un documento shock, un docu-video realizzato nel 2006 da un regista americano indipendente, Kelly Duda, dal titolo che non lascia spazio a interpretazioni "Fattore 8- Lo scandalo del sangue nella prigione dell'Arkansas" ovvero tutto quello che le compagnie farmaceutiche americane, milioni di dollari, il governo federale e lo stato dell'Arkansas, non hanno alcuna intenzione di far conoscere.

Sono cento minuti da brivido di interviste, dati, ricostruzioni con al centro il carcere di Cumming e tutti i traffici intessuti da un moloch a stelle e strisce, la Health anagement Associate inc, un colosso ai tempi molto caro a Bill Clinton, in quegli anni governatore dell'Arkansas. Un video in cui vengono documentati i rapporti strettissimi tra Cilnton e i vertici HMA, il cui vertice, rappresentato da Leonard Dunn fu tra i più munifici supporter e finanziatori della campagna per le presidenziali del governatore.
Parlando senza mezzi termini di "bride" tangenti, il quotidiano canadese Ottawa Citizen scrisse "Per continuare ad ottenere licenze, HMA doveva avere al vertice uomini come Clinton".

Un'altra inchiesta coraggiosa, di Mora Lewitt dell'Arkansas Times, che ebbe a dichiarare "L'archivio dei donatori di sangue, fondamentale per capire la provenienza del plasma ed emoderivati, non l'ho trovato da nessuna parte: semplicemente perchè è custodito alla Casa Bianca".Sconvolgente la dichiarazione di un anonimo ricercatore HMA "Pensavo che il sangue proveniente dalla prigione di Cumming servisse unicamente per studi da effettuare in laboratori canadesi". Invece quegli emoderivati venivano smistati a società di comodo, un nome per tutte, Continental Pharma, e commercializzato in mezzo mondo, Giappone, Corea e naturalmente Europpa, mete preferite Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Svizzera.

Il docu-video è anche una carrellata di testimioniannze scioccanti. Un detenuto racconta "a Cumming potevi strisciare per arrivare all'infermeria, ti prendevano il sangue lo stesso. Spesso scambiavano i nomi dei donatori. Ul altro ex galeotto, Ezile Earl jiunior rivela "I tossici donavano tranquillamente, anche quelli con epatite e Aids. Ricordo che un sieropositivo ha dato sangue per tutti gli anni 80. Si facevano prelievi con la stessa siringa fino a trenta detenuti.
Cummnig uguale a mafia del sangue, prostituzione maschile, donazioni senza controllo: una banca del sangue capace di creare un fiume di denaro.

Le cifre del business fanno accapponare la pelle: una media di 2000 unità di plasma prodotte in una settimana, mezzo milione l'anno a cento dollari l'una, con la specialità della casa, quella di mescolare spesso il sangue così che un solo campione infetto finiva per infettare il resto. Un devastante infetto moltiplicatore per gli ignari emofiliaci che quegli emoderivati ricevevano, sparsi per mezzo mondo.

Le industrie che hanno beneficiato di questo fiume di sangue maledetto e di dollari? Bayer, Baxter, Cutter, Travenol e un centro sulle colline della Garfagnana, il quartier generale dell'impero di Guelfo Marcucci.
Ancora una cosa vale la pena di ricordare, il nome del broker internazionale del gruppo Marcucci, capace di tessere trame finanziarie in mezzo mondo, fino ai paradisi fiscali delle isole Padmore: David Mills, l'avvocato del Cav.

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