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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 21/05/2013  -  stampato il 09/12/2016


Suicidi in carcere, DAP: dati diffusi da Ristretti Orizzonti gonfiati rispetto alla realtÓ

Suicidi in carcere: comunicato stampa del DAP relativo ai dati diffusi da "Ristretti Orizzonti" riguardanti il numero dei suicidi dei detenuti nelle carceri italiane.

''L'Amministrazione Penitenziaria contesta fermamente i dati sui suicidi e sui decessi naturali che periodicamente vengono pubblicati a cura del centro di documentazione 'Ristretti Orizzonti' che da anni opera all'interno della casa di reclusione di Padova''. E' quanto afferma il vice capo del Dap, Luigi Pagano, che spiega la presa di posizione, ''resa necessaria per chiarire definitivamente la falsa diatriba sui dati''. Pagano specifica che i dati riguardanti i suicidi e gli eventi critici sono periodicamente pubblicati sul sito giustizia.it e riportati nei bollettini semestrali e annuali predisposti dall'Ufficio statistiche del Dap, nell'ottica della trasparenza e della pubblica informazione.

''Gonfiare i dati dei suicidi che si verificano nelle carceri italiane non serve a nessuno -rimarca Pagano- e a questo proposito, sono 12 i suicidi che si sono verificati dall'inizio del 2013 e non 21, come sostenuto da Ristretti Orizzonti''. ''La differenza e' quindi abissale -rimarca il vice capo del Dap- e non si comprende come si possa essere incorsi in un simile, macroscopico errore. Il dato rileva anzi una significativa riduzione dei suicidi rispetto al 2012, che alla stessa data registro' 20 casi''.

''La Sala Situazioni del Dap -spiega ancora Pagano- riceve quotidianamente, e in tempo reale, le notizie degli eventi critici dai 206 istituti penitenziari, svolge un'attivita' di monitoraggio delle condotte che sono manifestazione di particolare disagio quali suicidi, atti di autolesionismo, tentativi di suicidio e sciopero della fame, anche al fine di individuare i detenuti che si trovano ristretti in situazioni che integrano forme di 'trattamento inumano e degradante' perche' non adeguate alle loro condizioni fisiche e sotto la soglia di dignita'''. ''I dati sono quindi segnalati al magistrato di sorveglianza -prosegue Pagano- per l'eventuale differimento dell'esecuzione della pena e altri provvedimenti opportuni.

E' stata poi avviata una doverosa e proficua condivisione delle informazioni pervenute alla Sala Situazioni con gli Uffici di Sorveglianza''. ''Il personale addetto a questo ufficio -conclude- fa i necessari approfondimenti in relazione agli episodi piu' gravi e ripetuti, chiedendo ai vari istituti le relazioni sanitarie e dell'area educativa relative al detenuto autore del gesto autolesivo o anticonservativo, informazioni che poi provvede ad inoltrare agli uffici di sorveglianza''.

Adnkronos

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