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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


Tentativo di "suicidio" Provenzano, Procuratore Laguarda: sacchetto troppo piccolo

Il presunto tentativo di suicidio di Bernardo Provenzano, molto probabilmente era un bluff.

Il caso Provenzano (anche dopo il video trasmesso ieri sera da Servizio pubblico) è stato al centro della conferenza stampa del venerdì del procuratore capo Laguardia:

"Siamo andati subito con la pm Russo in carcere per sapere come mai il video era uscito e per verificare le condizioni di Provenzano e cercare di interrogarlo per avere notizie sull'origine delle lesioni. Abbiamo saputo che i video risalgono all'anno scorso, l'ultimo al 22 o 23 dicembre, e sono stati trasmessi su richiesta dei magistrati alla procura di Palermo".

"Erano necessari per stabilire se Provenzano poteva stare in giudizio nel procecedimento sui rapporti tra Stato e mafia ( la sua posizione e' stata stralciata per incapacita' di intendere). I video erano nel fascicolo a Palermo a disposizione dei difensori. Abbiamo anche provato a interrogarlo e non e' stato in grado di rispondere. Non capisce le domande o da' risposte non comprensibili: era nella sua cella a letto".

"Inoltre abbiamo svolto accertamenti per la videosorveglianza: per I colloqui c'e' sempre stata tranne che per quelli con i parlamentari. Dopo il tentativo di suicidio presunto (che per noi non sussiste perche' il sacchetto usato dal boss, di quelli che si usano per tenere in caldo i cibi, era troppo piccolo e non idoneo), e' stato deciso di mettere la videosorveglianza in cella, ma i nastri vengono cancellati ogni 30 giorni perche' il ministero ha ritenuto la spesa elevata. Lascio a voi il giudizio".

"Ora c'e' un'inchiesta sulle lesioni: da stabilire se sono state volontarie o provocate da una caduta. Cercheremo di mettere un punto fermo su una vicenda che si presta a strumentalizzazioni".

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