www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 25/05/2013  -  stampato il 04/12/2016


Rivolta in carcere a Bolzano: agenti intervenuti per sedarla accusati di pestaggi

Intervennero per sedare rivolta in carcere: undici agenti penitenziari accusati di violenze.

“Solidarietà ai detenuti, odio ai loro aguzzini”. È lo slogan impresso su uno striscione di tela bianca srotolato ieri mattina davanti a palazzo di giustizia da un gruppo di anarchici roveretani che hanno voluto far sentire indirettamente la loro voce in occasione dell’ultima udienza dell’incidente probatorio per i presunti pestaggi nel carcere di Bolzano in occasione della rivolta del gennaio scorso.

Per evitare possibili tensioni davanti al tribunale sono stati mobilitati una ventina di poliziotti intervenuti in assetto anti-sommossa. Tutto si è risolto in una piccola manifestazione silenziosa (seppur inneggiante all’odio nei confronti della Polizia Penitenziaria) mentre davanti al giudice Walter Pelino gli avvocati difensori degli indagati hanno chiuso l’udienza chiedendo l’archiviazione del procedimento. Al centro dell’inchiesta, come noto, ci sono undici agenti penitenziari accusati di aver abusato del loro ruolo all’interno della casa mandamentale di via Dante in occasione dei momenti drammatici della rivolta del 23 gennaio scorso. Ieri l’incidente probatorio (voluto dal pubblico ministero per il pericolo che alcuni detenuti a conclusione del periodo di detenzione possano risultare irreperibili) prevedeva la ricognizione di alcuni indagati con il sistema del riconoscimento all’americana.

Alcuni agenti effettivamente sono stati riconosciuti dai detenuti che sostengono di essere stati malmenati ma si tratta di un riconoscimento di limitata importanza processuale posto che comunque si tratta di agenti penitenziari che abitualmente lavoravano all’interno della struttura di via Dante. La Procura dovrà in realtà valutare se il racconto dei detenuti siano attendibili o se vi possano essere sospetti di piccole grandi vendette nei confronti degli agenti. Secondo gli avvocati di difesa non ci sono dubbi. Il quadro complessivo è talmente indefinito sotto il profilo delle responsabilità che il procedimento dovrebbe essere archiviato. Sarà però la Procura (con il pubblico ministero Axel Bisignano) a dover decidere se chiedere al giudice di procedere o meno ai rinvii a giudizio.

“Ci sono delle incertezze sui riconoscimenti che indicano già una difficoltà per l’accusa di sostenere il dibattimento in aula - ha puntualizzato a fine udienza l’avvocato Beniamino Migliucci - inoltre è stato sottovalutato che in carcere in quel momento vi era una vera e propria rivolta. Quindi non si sta parlando di pestaggi gratuiti ma di una rivolta con incendio che autorizzava anche la possibilità di intervenire in termini di antisommossa”. L’avvocato Alberto Valenti, altro legale di difesa, ha parlato di “stato emergenziale” dimostrato dall’incendio e dai danni provocati dalla rivolta , unica del suo genere nel carcere di Bolzano (rimasto per mesi inutilizzabile in alcuni blocchi).

Alto Adige

Rivolta nel carcere di Bolzano: il GIP convoca Agenti e detenuti per incidente probatorio