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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/06/2013  -  stampato il 08/12/2016


Evasione dal carcere di Parma: allarmi scattarono, disattenzioni dei poliziotti?

Il pubblico ministero di Parma Paola Reggiani ieri ha chiuso le indagini sulla fuga di Taulant Toma e Valentin Frokkaj, i due pericolosi malviventi fuggiti in maniera spettacolare dal carcere di massima sicurezza di Parma calandosi da una finestra con una corda fatta di lenzuola annodate. A riportarlo stamattina è il quotidiano Gazzetta di Parma in un articolo della giornalista Georgia Azzali.

MANCATA VIGILANZA - L'inchiesta è a carico di otto persone, che nella notte fra il primo e il due febbraio scorso erano in servizio per garantire la sicurezza della struttura di via Burla. Secondo il Pm i reati commessi sono diversi: falso (con l'aggravante dell'atto pubblico manomesso), omissione d'atti d'ufficio ma soprattutto colpa del custode ed evasione procurata

SCATTA L'ALLARME, IL CUSTODE LO SPEGNE - Nella ricostruzione del Pm fin dalle 5,48 le telecamere di sorveglianza inquadrano i due albanesi scappare, si accendono le spie luminose degli allarmi e iniziano a suonare i cicalini di avvertimento. Ma qualcuno dentro la sala controllo spense tutto. La serie di violazioni commesse dagli agenti in turno sembra molto grave. Il rapporto di turno infatti dice che tutto fino alle 6 era filato liscio, quando in realtà l'evasione è iniziata 12 minuti prima della fine del turno e gli agenti del turno successivo avrebbero attaccato soltanto alle 6.10. Inoltre non sarebbe stata fatta la conta nè alla sera nè al mattino e nella cella di Toma e Frrokaj nessuno avrebbe controllato la presenza di sbarre segate nè di due attrezzi per lo scasso: un seghetto e un filo diamantato che sono stati perfetti per aprirsi un varco nelle grate.

PARTICOLARI - Alcuni particolari che spiccano per originalità riguardano i tempi e i modi di fuga dei due albanesi, latitanti da 4 mesi. L'artista dell'evasione e l'omicida di Brescia hanno messo in atto il loro piano nel giorno in cui il carcere di Parma era formalmente senza guida. Tanto che ad essere indagati sono l'ex direttore del carcere e l'ex comandante della Polizia Penitenziaria, in carica fino al 30 gennaio scorso. Taulant Toma - che era già evaso dal carcere di Terni - era riuscito nel 2011 a fare alcune mansioni molto utili per uno che sta programmando le evasioni: il portavitto e lo scopino. Così da poter controllare con cura ogni particolare della sua via di fuga. Inoltre era stato "beccato" nel 2011 a tenere sotto controllo dalla sua finestra gli orari dei cambi turno delle guardie. Un particolare che sicuramente lo ha aiutato a capire come fuggire dal penitenziario di via burla.

Il sindacato di polizia: "Convinti della buona fede"
Il sindacato di Polizia Penitenziaria Sappe ha diramato una nota per commentare la notizia. "In merito alle notizie riguardanti i reati contestati al personale in servizio a Parma, indagati per l'evasione di due detenuti, non possiamo che attendere con fiducia l'esito del lavoro dei magistrati. Siamo comunque convinti, fino a prova contraria, della buona fede dei colleghi coinvolti, rispetto all'evento dell'evasione, maturato in un contesto nel quale la sicurezza, probabilmente, era tenuta in minore considerazione rispetto a prima. In dieci anni di lavoro era stato costruito un istituto modello per organizzazione ed efficienza ed è bastato poco tempo per buttare via tutto il lavoro fatto prima, a causa di scelte sicuramente discutibili, almeno dal nostro punto di vista. Mandare via comandate e direttore, contemporaneamente, è stato sicuramente un grave errore. Tant'è che è stato necessario richiamare il precedente comandante. Ora sarebbe opportuno anche assegnare un dirigente.
Ricordiamo che Parma è uno degli istituti più complessi d'Italia per la tipologia di detenuti che ospita. Al momento manacano 270 agenti".

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Evasione dal carcere di Parma: indagati il Direttore il Comandante e altri otto poliziotti penitenziari