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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2013  -  stampato il 03/12/2016


Carcere di Udine: detenuto aggredisce con calci poliziotto penitenziario

Aggressioni in carcere: detenuto tunisino aggredisce poliziotto penitenziario nel carcere di Udine.

''Un collega della della Polizia Penitenziaria e' stato aggredito questa mattina nel carcere di Udine da un detenuto tunisino di 20 anni, ristretto per spaccio di droga, mentre erano in corso le operazioni di perquisizione delle celle''. E' quanto riferisce Donato Capece, segretario generale del SAPPE (sindacato autonomo Polizia Penitenziaria), spiegando che ''il poliziotto e' stato aggredito, prima in maniera verbale e poi fisicamente con calci e pugni, tanto da rendersi necessarie le cure all'ospedale''. ''Nonostante tutto -prosegue il leader dei baschi azzurri del SAPPE- i colleghi della Polizia Penitenziaria sono riusciti ad evitare piu' gravi conseguenze.

All'agente va tutta la nostra vicinanza e solidarieta', ma ci domandiamo quante aggressioni ancora dovra' subire il nostro personale di Polizia Penitenziaria perche' si decida di intervenire concretamente sulle criticita' del carcere di Udine e, piu' in generale, di un sistema sempre piu' vicino all'implosione''. ''In poche settimane -rimarca Capece- abbiamo registrato i suicidi di un agente di Polizia Penitenziaria nel carcere minorile di Lecce, e di due detenuti, a Castelfranco Emilia e a Catanzaro. Altri due suicidi di ristretti sono stati sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria a Modena e nel carcere minorile di Catanzaro''.

Mentre si registrano ''aggressioni a poliziotti a Reggio Emilia, Spoleto e Salerno e un'aggressione contro un altro basco azzurro sventata ad Alessandria, due risse tra detenuti nel carcere genovese di Marassi, due incendi provocati da detenuti a Como e Montelupo Fiorentino che per il pronto intervento degli agenti non e' sfociato in tragedie, la morte improvvisa per malore di cinque detenuti (nel carcere di Velletri, Roma Rebibbia e nell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia) e di un poliziotto del carcere di Firenze Sollicciano''

''Questa ennesima aggressione a un poliziotto ci preoccupa -denuncia Capece- la carenza di personale di Polizia Penitenziaria e il costante sovraffollamento (a Udine ci sono duecento detenuti per 100 posti letto), con le conseguenti ripercussioni negative sulla dignita' stessa di chi deve scontare una pena in celle affollate oltre ogni limite e soprattutto di chi in quelle sezioni deve lavorare rappresentando lo Stato come i nostri Agenti, sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi''.

''Spesso, come a Udine -fa notare il leader del SAPPE- il personale di Polizia Penitenziaria e' stato ed e' lasciato da solo a gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensione, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno''. ''Il Dap pensa alle favole -conclude Capece- alla vigilanza dinamica e all'autogestione dei detenuti, ma le tensioni in carcere crescono in maniera rapida e preoccupante: bisogna intervenire tempestivamente per garantire adeguata sicurezza agli agenti e alle strutture. E bisogna che chi aggredisce gli agenti sia punito con severita' e fermezza''.

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