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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 20/06/2013  -  stampato il 10/12/2016


Nuovo carcere di Bari: sarÓ il "Bollate" del sud

Nuovo carcere di Bari: iniziano le riunioni istituzionali per decidere come impiegare i 45 milioni di euro disponibili.

Nei prossimi giorni è prevista una riunione istituzionale con il presidente della giunta regionale, Vendola, ed il sindaco Emiliano. Nell’istituto penitenziario fra via Giovanni XXIII e corso Benedetto Croce 478 reclusi a fronte di una capienza per 280 persone. Sono 4.055 i detenuti (oltre settecento stranieri) nelle 11 carceri pugliesi anziché i 2.459 previsti, e 478 solo nella casa circondariale di Bari, anziché 280. E gli agenti di Polizia Penitenziaria sono sotto organico: 396 previsti da una vecchia pianificazione ma attualmente in tutto 380 a Bari, con vari distacchi al Provveditorato.

Il nuovo organico ne prevede per gli istituti pugliesi 2.448: di questi 83 per i servizi vari (Provveditorato e uffici esecuzione penale esterna a Foggia, Taranto, Lecce, Brindisi, Bari). Una manna dal cielo, quindi, la possibilità che venga realizzato un nuovo carcere a Bari, annunciata la settimana scorsa. Entro i prossimi giorni si dovrebbe conoscere la data di una riunione in città fra dirigenti della Direzione amministrativa penitenziaria della Puglia, incaricati del commissario straordinario per il Piano carceri, il prefetto Angelo Sinesio, ed esponenti degli enti locali: il sindaco del capoluogo Michele Emiliano e il presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola. Pareri necessari per stipulare l’intesa istituzionale ai fini della localizzazione del nuovo carcere. Già nel 2011, nell’ambito del Piano carceri messo a punto dall’allora commissario straordinario Franco Ionta, c’erano 40 milioni di euro per la realizzazione del nuovo istituto penale nella zona fra Carbonara e Loseto.

Ci fu l’impegno del senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, il sindaco Emiliano dette l’assenso di massima, mentre il presidente Vendola non volle stipulare l’intesa istituzionale in quanto sostenne di non voler passare nella storia della Puglia come colui che aveva contribuito a far costruire carceri. Ma il disagio per i detenuti continua a causa del sovraffollamento e i 40 milioni disponibili sono andati perduti. Ieri, nell’incontro fra il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri e i vertici del sistema carcerario pugliese e della Casa circondariale di Bari c’è stata la conferma di una nuova disponibilità economica nel piano di edilizia carceraria, come ha rimarcato il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Giuseppe Martone: circa 45 milioni di euro.

È stata ieri l’occasione anche per fare il punto sulla questione della sanità in carcere e delle condizioni in cui operano gli agenti di Polizia Penitenziaria. Si è trattato di un primo incontro e altri seguiranno su temi specifici. Nelle intenzioni, il nuovo carcere sarà un “carcere trattamentale” per detenuti con condanne non superiori ai 3 anni e con programmi orientati al recupero attraverso la formazione al lavoro. L’intenzione è di replicare nel Mezzogiorno, per la prima volta, l’esperienza pilota - e apprezzata - del carcere di Bollate, vicino a Milano.

Gazzetta del Mezzogiorno