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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 24/06/2013  -  stampato il 04/12/2016


Carcere di Poggioreale intitolato a Giuseppe Salvia, Vice Direttore del carcere ucciso dalla camorra in un agguato

Il carcere di Poggioreale è stato intestato alla memoria di Giuseppe Salvia, già Vice Direttore della Casa Circondariale e ucciso in un agguato di mafia per il suo comportamento integerrimo al lavoro. 

Un uomo semplice, incorruttibile, un servitore dello Stato. A Giuseppe Salvia, vittima della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, è stata intestata la casa circondariale di Poggioreale. Sabato mattina la cerimonia di scopertura della targa posta all'ingresso del carcere dove Salvia è stato vicedirettore e responsabile del padiglione di massima sicurezza dal 1976 fino al 1981, quando un commando di sei killer mandati dal boss detenuto lo freddarono mentre rientrava a casa. 

Un riconoscimento che arriva a distanza di trent'anni - sottolinea il figlio, Claudio, che all'epoca aveva tre anni e ora lavora alla sezione antimafia della prefettura napoletana - ma la giustizia non ha tempo, come la memoria. Questo è un giorno importante perchè segna un'ulteriore vittoria per lo Stato dal momento che il suo ricordo resterà per le nuove generazioni".

Un ricordo che la famiglia coltiva con cura, come racconta il primogenito di Salvia, Antonino, (anche lui lavora a Poggioreale) che rimarca i risultati dell'associazione e della scuola elementare di Capri, che gli sono intestate.

"Oggi è il nostro angelo - commenta la moglie Giuseppina Troianiello - i suoi insegnamenti sono stati una guida per me che ho trasferito ai miei figli il suo essere giusto, tenero eppure inflessibile. Era amato anche dai suoi detenuti che per il suo funerale fecero arrivare 69 corone di fiori".

Un uomo che seppe dire a Cutolo, che rifiutava di essere perquisito, "lei è un detenuto come tutti gli altri", racconta Tommaso Contestabile, provveditore generale degli istituti penitenziari della Campania, mettendone in rilievo i valori di "funzionario fedele e per questo uomo scomodo: è anche grazie a lui nel carcere ci sono i segnali di un corso nuovo".

Un omaggio "a un eroe", commenta Teresa Abate, direttrice di Poggioreale, "ma anche un'occasione per ricordare e riflettere sui tempi duri del dopo terremoto, quando in carcere si consumava una sanguinosa faida". 

Repubblica

14 aprile 2011

Ricorre oggi l'anniversario di uno dei più spietati omicidi di camorra: i trent'anni dalla morte di Giuseppe Salvia, caprese, vicedirettore del carcere di Poggioreale a Napoli, che venne ucciso sulla tangenziale di Napoli il 14 aprile 1981. Il Comune di Capri ha ricordato un anno fa il suo concittadino, intitolandogli una delle scuole materne ed elementari dell'isola.

Ligio al dovere, a tutti gli effetti considerato un eroe di Stato: in carcere – sottolineano i figli – chiedeva il rispetto delle regole "ed era ben voluto da tutti tranne che da Raffaele Cutolo, spietato boss della camorra", con il quale si scontrò varie volte. Salvia era nato a Capri nel 1943 nella casa paterna di 'Palazzo Canale' ed effettuò gli studi classici a Napoli.

Conseguì, poi, la laurea in giurisprudenza all'Università di Napoli Federico II. Nel 1973, dopo aver vinto un concorso, assunse l'incarico di vicedirettore del carcere di Poggioreale, istituto di massima sicurezza. Il 14 aprile 1981, quando aveva appena 38 anni, venne ucciso in un agguato ad opera della criminalità organizzata sulla tangenziale di Napoli: a decretare la sua morte fu il boss della Nco Raffaele Cutolo che, ritenuto il mandante di quel delitto, fu condannato all'ergastolo.

Oggi lo ricordano la moglie Giuseppina e i figli Antonino e Claudio. Il Comune di Capri commemorò l'anno scorso Giuseppe Salvia dedicandogli la scuola elementare e materna di Tiberio: a deciderlo fu con un voto bipartisan il consiglio comunale di Capri che, all'unanimità, approvò la delibera con la quale si stabilisce che il plesso scolastico venga intitolato alla memoria di Salvia "affinché – era scritto nella motivazione – il sacrificio della sua vita, immolata per la difesa dei valori umani, sia di esempio per le nuove generazioni".

Ansa