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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 27/06/2013  -  stampato il 04/12/2016


A colloquio in carcere con la droga nelle mutande, ma il collega "Pepe" lo fiuta

Droga in carcere: si reca al colloquio nel carcere di Lecce per incontrare il fratello nascondendosi la droga nelle mutande, ma al cane "Pepe" dei cinofili della Polizia Penitenziaria, il trucco non basta.

In carcere per far visita al fratello detenuto con un ovulo di hashish nascosto negli slip. Probabilmente sarebbe anche riuscito a farla franca e ad eludere i controlli se all'ingresso non avesse incrociato 'Pepe', il cane delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, il cui fiuto infallibile lo ha smascherato. E così, entrato per un breve colloquio, dal carcere non è più uscito. Protagonista della vicenda, avvenuta nel penitenziario di Borgo San Nicola, a Lecce, un 41enne di Bitonto.

Cinofili della Polizia Penitenziaria

L'uomo si era recato in carcere per trovare il fratello 38enne, fermato a novembre dello scorso anno dopo una settimana di irreperibilità. Davanti alla sua abitazione era avvenuto il ferimento, a colpi di pistola, di due giovani. Per quanto apparentemente estraneo a quel fatto, l'uomo, già sorvegliato speciale, non era stato trovato dalla polizia. La cattura avvenne nell'abitazione di alcuni parenti. Aveva nascosto una pistola con il colpo già in canna nel carrozzino del figlio.

Grazie al fiuto di Pepe, gli agenti penitenziari hanno recuperato l'ovulo, confezionato con pellicola trasparente e contenente 15 grammi di hashish, che il 41enne aveva nascosto nelle mutande.con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti, aggravata dalla finalità della cessione nell’ambiente penitenziario.

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