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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 01/07/2013  -  stampato il 03/12/2016


Carceri in Italia: cambiano i nomi, rimangono i problemi

Il Decreto ministeriale cambia la destinazione d'uso di molte carceri in Italia: i dubbi del Sappe.

"Con il decreto del Ministro della Giustizia del 27 maggio scorso, diversi Istituti penitenziari sono stati riconvertiti a nuovi usi", dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e piu' rappresentativa organizzazione di Categoria.
Capece informa che "in Abruzzo l' intero istituto penitenziario di Sulmona assume la configurazione giuridica di Casa di Reclusione mentre a Vasto la Casa circondariale diventera' una Casa di lavoro con annessa Sezione Circondariale.

Altamura, in Puglia, diventa sezione di Casa di Reclusione a custodia attenuata mentre le Case circondariali di Carinola (in Campania) e Chiavari (in Liguria) diventano Case di Reclusione, cioe' istituti per l'espiazione della pena dei condannati".

Il SAPPE torna ad evidenziare come "il personale di Polizia Penitenziaria (sotto organico di 7mila Agenti) e' spesso lasciato da solo a gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale e di tensioni, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno.

Per contrastare l' emergenza carceri - osserva il sindacato - ci vogliono riforme strutturali, che depenalizzino i reati minori e potenzino maggiormente il ricorso all'area penale esterna, limitando la restrizione in carcere solo nei casi indispensabili e necessari.

Il progetto dei circuiti penitenziari dell' Amministrazione penitenziaria non e' la soluzione idonea perche' al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e ad una maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessita' che questi svolgano attivita' lavorativa e che il Personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilita' derivanti da un servizio svolto in modo dinamico.

Oggi tutto questo non c'e' ed il rischio - afferma il Sappe - e' che un solo poliziotto fara' domani cio' che oggi lo fanno quattro o piu' Agenti, a tutto discapito della sicurezza.

Il progetto elaborato dal Capo DAP Tamburino e dal Vice Capo Pagano in realta' e' quindi basato su basi di partenza sbagliate e non e' certo abdicando al ruolo proprio di sicurezza dello Stato che si rendono le carceri piu' vivibili".

Adnkronos