www.poliziapenitenziaria.it

Home Page> Articolo> Pubblicato il: 06/07/2013  -  stampato il 04/12/2016


Carcere di Marassi, il Ministro Cancellieri lo vuole spostare, Sappe: parliamone

Il Ministro della Giustizia Cancellieri propone l'individuazione di una struttura diversa dal carcere di Marassi per ospitare i detenuti a Genova.

Sulle indiscrezioni riguardo lo spostamento del carcere di Marassi e i colloqui intercorsi tra il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ed il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando interviene il SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

«Le parole della Ministro della Giustizia ci sorprendono perché, nonostante i nostri auspici, il Piano Carceri approvato il 24 giugno 2010 dal Governo non ha tenuto in alcun conto le criticità penitenziarie della Liguria, regione in cui abbiamo circa 1.900 detenuti presenti in carceri costruite per ospitarne poco più di mille. Quel Piano non ha tenuto conto, ad esempio, dell’indecenza del carcere S. Agostino di Savona e del fatto che in oltre 20 anni non si è riusciti a trovare un sito dove costruire quello nuovo, nonostante la nostra proposta di realizzarlo nella Valbormida. E come si può costruire a Genova un nuovo carcere se non si prevede dove farlo, come farlo, con quali soldi, con quale personale di Polizia ed amministrativo, con quali strade e con quali servizi? Per ora quel che non manca sull’ipotetico nuovo carcere, visto il sistematico sovraffollamento, sono i detenuti».

Sono le parole di Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa Organizzazione dei Baschi Azzurri.

«Ciclicamente si parla di spostare il carcere di Marassi e di costruirne uno nuovo: ma ci si limita sempre e solo alle parole. Si parla della sua posizione logistica disagiata, ma Marassi si trova in una posizione analoga a quella delle carceri di grandi città costruite anch’esse tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento: si pensi a S. Vittore a Milano, Regina Coeli a Roma, Poggioreale a Napoli. Ed è stato interessato a corposi interventi di ristrutturazione nel corso degli anni che sono costati ai cittadini molti soldi pubblici. Ora cosa facciamo? Buttiamo giù tutto.

Detto questo il SAPPE non è pregiudizialmente contrario a tutto. Si faccia un tavolo di confronto sul tema e daremo certamente il nostro contributo. A Genova, ad esempio, si potrebbe pensare di realizzare un nuovo carcere a Forte dei Ratti o Pianderlino o meglio ancora una vera e propria cittadella penitenziaria, in cui prevedere un carcere minorile che oggi a Genova non c’è. Ma un intervento fondamentale deve riguardare anche la realizzazione del nuovo carcere di Savona, del quale si parla da più di vent’anni senza però nessun risultato concreto».

«Disporre di strutture più adeguate - conclude Martinelli - per ospitare i detenuti in condizioni igienico-sanitarie più umane consentirebbe di far lavorare gli operatori penitenziari in condizioni più degne di un Paese civile. Ma realizzare nuove carceri vuol dire avere un posto dove farlo, disporre dei servizi connessi, avere soprattutto gli agenti di Polizia Penitenziaria e tutto quel Personale che serve per farle funzionare. Altrimenti sono solamente parole».

grnet.it