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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 10/07/2013  -  stampato il 07/12/2016


Chiusura del carcere di Macomer: incontro al PRAP per farlo diventare scuola cinofili

Chiusura del carcere di Macomer: incontro con il Provveditorato del DAP per scongiurarne la dismissione.

Del futuro del carcere di Macomer si parlerà nel corso di un incontro istituzionale col provveditore degli istituti penitenziari della Sardegna, Gianfranco De Gesu. L’incontro, che era stato sollecitato dal sindaco, Antonio Succu, si terrà mercoledì a Cagliari. Il sindaco, che parteciperà con altri rappresentanti della giunta, porterà all’attenzione del provveditore i motivi per i quali il carcere di Macomer non può e non deve essere dismesso.

Poiché è difficile che l’amministrazione penitenziaria rinunci ad accorpare i servizi carcerari nelle nuove strutture più grandi realizzate in Sardegna (personale e detenuti della struttura di Macomer dovrebbero finire a Massama o a Nuoro), saranno portate anche delle proposte alternative che consentirebbero di mantenere comunque una presenza alla quale si guarda anche come fatto economico legato all’indotto. È stato infatti stimato che attorno al carcere di Macomer ruotino un centinaio di posti di lavoro tra quelli diretti e quelli dell’indotto.

Di fronte al precipitare delle cose, il sindaco non è rimasto con le mani in mano. Assieme alla giunta, nei giorni scorsi ha incontrato la direttrice reggente del carcere, Elisa Milanesi, e il comandante della Polizia Penitenziaria, Antonio Cuccu. Dall’incontro è emerso che il rischio di chiusura è reale. Difficilmente la struttura continuerà a funzionare come carcere di massima sicurezza per terroristi islamici e detenuti di difficile governo. Tra le alternative c’è il potenziamento del centro di addestramento delle unità cinofile della Polizia Penitenziaria, molto attivo e utilizzato anche dagli altri corpi di polizia.

La Nuova Sardegna