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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 11/07/2013  -  stampato il 03/12/2016


Detenuto nel carcere di Vercelli tenta di strangolare Agente di Polizia Penitenziaria

 Detenuto marocchino tenta di strangolare Agente di Polizia Penitenziaria nel carcere di Vercelli.

Un agente di Polizia Penitenziaria e' stato aggredito, ieri pomeriggio, nel carcere di Vercelli, da un detenuto marocchino di circa 50 anni che poco prima, dopo aver tentato di aggredire un altro detenuto suo connazionale, era stato accompagnato in cella dallo stesso poliziotto. Quando l'agente ha aperto la cella per fare entrare un altro detenuto, il marocchino lo ha aggredito stringendogli forte le mani al collo e procurandogli un forte trauma. "Di fronte a questa ingiustificata violenza - scrive in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe - servono risposte forti, come quella di espellere tutti gli stranieri detenuti in Italia, oltre 23.200 sui 66mila presenti, per far scontare loro la pena nelle carceri dei loro Paesi".

Nel carcere di Vercelli, spiega Capece, lavorano oltre 60 agenti in meno rispetto all?organico previsto, "e il costante sovraffollamento della struttura (erano 349 i detenuti presenti il 30 giugno scorso, il 50% dei quali stranieri, rispetto ai 220 posti letto regolamentari) sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi". "L'auspicio - conclude Capecce - e' che la classe politica ed istituzionale del Paese faccia proprie le importanti e pesanti parole dette dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulle nostre carceri 'terribilmente sovraffollate' e si dia dunque da fare, concretamente e urgentemente, per una nuova politica della pena, necessaria e non piu' differibile, che 'ripensi' organicamente il carcere e l'istituzione penitenziaria, che preveda circuiti penitenziari differenziati a seconda del tipo di reato commesso e un maggiore ricorso alle misure alternative per quei reati di minor allarme sociale, oltre alla non piu' rinviabile espulsione dei detenuti stranieri condannati per fare scontare loro la pena nelle prigioni del Paese di provenienza".

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