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Home Page> Articolo> Pubblicato il: 13/07/2013  -  stampato il 04/12/2016


Ex Ministro Severino si difende da accuse di un sindacato riguardo l'impiego della scorta

L'ex ministro della Giustizia Paola Severino risponde in una nota alla notizia, apparsa su alcuni quotidiani, della polemica di un sindacato di Polizia Penitenziaria per la scorta che ancora accompagna l'ex Guardasigilli. E sottolinea che "la normativa prevede che, senza alcuna possibilita' di rinuncia da parte dell'interessato, un ministro della Giustizia sia sempre accompagnato da un una scorta di sicurezza di primo livello anche nei tre mesi successivi alla cessazione del suo incarico". Scrive nella nota Severino:

"Leggo oggi sul alcuni quotidiani della richiesta di un sindacato di Polizia Penitenziaria dell'avvio di un'inchiesta parlamentare in merito alla scorta che, da quando e' terminato il mio incarico di ministro della Giustizia, e' tenuta ad accompagnarmi nei miei spostamenti - dice Severino - da ministro ho sempre avuto grande attenzione al risparmio e alla razionalizzazione della spesa pubblica, specialmente in momenti di gravi crisi economica. Da comune cittadina, quale oggi sono, mi ritrovo a subire una limitazione della liberta' personale che per mia natura mi riesce difficile accettare". Tuttavia, osserva, "il termine dei 3 mesi previsto dalla normativa e' stato "ridotto rispetto agli originari dodici mesi grazie a una mia iniziativa, condivisa con l'allora ministro dell'interno Annamaria Cancellieri.

Allo scadere dei tre mesi, non ancora trascorsi nel mio caso, tocchera' al comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica valutare un eventuale prolungamento del livello di sicurezza, indipendentemente da cio' che io possa volere o preferire, perche' cosi' prevede sempre la norma. Cosa che un sindacalista della Polizia Penitenziaria dovrebbe ben conoscere".

AGI